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Giuseppe Cesare Abba
Da Quarto al Volturno

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    • 6. DA PALERMO A MILAZZO.
      • 21. San Filippo d'Argiro, 12 luglio.
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21. San Filippo d'Argiro, 12 luglio.

 

Partimmo da Leonforte col fresco delle due dopo la mezzanotte e camminammo lenti sino alla levata del sole. Allora ognuno diede una scossa come fanno gli uccelli, e volò coll'anima per gli orizzonti dell'isola. Le solite vedute. Boschi di mandorli come da noi i castagneti; terreni che dovrebbero gettar oro; qua e gruppi di contadini che ci guardavano accidiosi e pensando chi sa che cosa di noi.

San Filippo è una cittadetta gaia, e ci si dice che di qua al mare sia la più bella parte dell'isola. Arrivammo che una processione rientrava in chiesa da non so che giro fatto per chieder pioggia.

Corre voce che una colonna di regi usciti da Siracusa ci attendono verso Catania, Dev'essere vero perché si partirà fra poche ore. Una battaglia dove pugnarono gli Ateniesi di Nida; o a' piedi dell'Etna dove si svolsero tanti drammi delle guerre servili? E Garibaldi non è con noi! Ma se nel forte del combattere arrivasse da Girgenti Bixio, come un uragano?

 

 




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