Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Giuseppe Cesare Abba
Da Quarto al Volturno

IntraText CT - Lettura del testo

    • 6. DA PALERMO A MILAZZO.
      • 22. Adernò, 14 luglio. Pomeriggio.
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

22. Adernò, 14 luglio. Pomeriggio.

 

Ho fatto tutta la marcia con Telesforo Catoni che sin da Marsala desideravo d'aver amico. Egli era della compagnia Cairoli e studiava leggi a Pavia. Ha nella persona qualche cosa che attrista; non si sa perché, ma si sente certa compassione di lui. Una capigliatura nera lussureggiante; un par d'occhi che saettano, grandi, eloquenti; una testa che potrebbe essere piantata su d'un atleta; e invece una esilità di membra, un torso tenue che a un soffio dovrebbe piegare. Eppure non è stato addietro un passo, mai. Sta quasi sempre solo; adora Foscolo e il carme dei Sepolcri che sa a memoria, e se ne pasce come d'un cibo leonino. Camminando meco recitava i versi di Maratona, che detti da lui, nella notte, in mezzo alla colonna che marciava, mi parvero i più belli, i più forti da Dante in qua. Cantoni ha molto del foscoliano, e chi ponesse il suo ritratto per frontespizio nell'Ortis, ognuno direbbe che certo il povero Jacopo fu così. Ha diciannove anni, è Mantovano come Nuvolari, come Gatti, come Boldrini, tutta gente bizzarra e valente, che hanno un po' del Sordello.

 

 




Precedente - Successivo

Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (V89) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2007. Content in this page is licensed under a Creative Commons License