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Giuseppe Cesare Abba
Da Quarto al Volturno

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    • 9. LA BATTAGLIA DEL VOLTURNO.
      • 1. 1° ottobre. Caserta. Nella piazza del Palazzo Reale.
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9. LA BATTAGLIA DEL VOLTURNO.

 

1. ottobre. Caserta. Nella piazza del Palazzo Reale.

 

Eccoci qui di riserva, quasi tutta la Divisione Türr. La battaglia infuria, su d'una tratta, che a segnarla ci vuole tutto il gesto del braccio largo quanto si può farlo. Noi qui non si muore ancora, ma si provano delle angoscie come a essere nel Limbo. Veggo delle faccie d'un pallore mortale, ne veggo d'allegre, di pensose, di fatue; chi sa come è la mia?

In un canto della piazza v'è un battaglione di Savoia, ora brigata Re. I soldati stanno sotto le tende, e gli ufficiali si aggirano intorno ad esse, forse temendo che qualcuno ne sgusci via e venga con noi. Ma ci guardano, e c'invidiano: noi da un momento all'altro possiam essere chiamati, essi no. No? Ma allora cosa ci son venuti a fare? Vedo un capitano, Savoiardo vero, certamente ancor di quelli del quarantotto. Volge verso noi i suoi occhi chiari, nei quali par la visione dei suoi compatriotti passati alla Francia. Forse gli piange il cuore, perché pensa che erano dei migliori; e che alla guerra quando si griderà: Savoia! Savoia non vi sarà più.

 

* * *

 

Ed ecco un altro capitano dell'esercito di Vittorio, ma dell'artiglieria. Giovane quanto me e già capitano, io lo credeva uno dei nostri, di quei vanesii che per pompa si fanno far la divisa. Ma dietro lui venivano stretti degli artiglieri, proprio di quei di lassù, qualcuno colla medaglia della Crimea. Vengono da Napoli, vanno in cerca di Garibaldi, vogliono darsi col loro capitano che si chiama Savio, nobile piemontese. - «Cosa ci vengono a fare? - ha detto un ufficiale dei nostri: - poi vorranno aver fatto tutto loro, aver gli onori e tutto...?» - «Ahi, amico, diamo loro dei cannoni e poi lasciali andare... Vedrai che Garibaldi non dirà come te».

Una carrozza da Santa Maria, una donna dentro, viso di fuoco. capelli di fuoco, gesti di fuoco, e un angelo, e una Furia, che cos'è? Parla con un colonnello ungherese, si mette le mani alle tempie, deve dire cose orrende; o che i feriti e i morti sono già a centinaia, o che di Capua vien fuori la nostra rovina. Ohimè! perché non è italiana? Si chiama Miss White, è moglie del Mario, uno dei nostri migliori, forse la più bella testa che possa essere spezzata oggi da un misera palla di soldato ignorante.

 

* * *

 

E da Maddaloni una Guida volando... «Dov'è, dov'è il generale Türr». Bixio domanda aiuto! - Aiuto Bixio? Dunque dev'essere agli estremi. O sole che vedesti tante cose orrende nel mondo, o Dio, non lasciate perir l'Italia, oggi... qui...

 

* * *

 

Primo battaglione, prima e seconda compagnia, pigliate l'armi, fianco destr, via. Tocca a noi. Portiamo a Bixio questi quattro petti; sgriccioli che andiamo in aiuto dell'avvoltoio.

 

 




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