|
Da chi ha
per non plus ultra le porte delle natie contrade, o che da' libri non
apprende il lungo e 'l lato del mondo, e' suoi vari costumi, con difficultà si
viene al consiglio della dissimulazione; perché in persona così molle e poco
intendente, riesce molto dura questa pratica, la qual contiene l'esser d'assai
e talora parer da poco: è dunque conforme a questo abito chi non s'è tanto
ristretto, poiché dal conoscer gli altri nasce quella piena autorità che l'uomo
ha sopra se stesso quando tace a tempo, e riserba pur a tempo, quelle
deliberazioni che domane per avventura saranno buone, ed oggi sono perniziose.
Chiaro è che 'l viaggio per diversi paesi, come Omero cantò di Ulisse, «qui
mores hominum multorum vidit et urbes», o l'aver letto ed osservati molti
accidenti, è cagion potente a produrre una gentil disposizione di metter freno
agli affetti, acciò che non come tiranni, ma come soggetti alla ragione, ed a
guisa di ubbidienti cittadini, si contentino ad accommodarsi alla necessità,
della quale disse Orazio:
Durum, sed levius fit patientia
quicquid corrigere est nefas.
Sì che
tant'altezza di spirito si accresce per mezzo della vita occupata negli affari
del mondo, e nella considerazione del tempo passato, per non contradir al
presente e poter far giudicio dell'avvenire. Stando la mente così sodisfatta,
non le parrà nuova qual si sia mutazione che le si vada rappresentando, ed in
conseguenza dipenderà da lei, e non dal precipizio del senso, l'espression di
quanto le succede.
|