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Orrendi mostri son que' potenti,
che divorano la sostanza di chi lor soggiace; onde ciascuno, che sia in
pericolo di tanta disaventura, non ha miglior mezzo di rimediar, che
l'astenersi dalla pompa nella prosperità, e dalle lagrime e da' sospiri nella
miseria; e non solo dico del nasconder i beni esterni, ma que' dell'animo; onde
la virtù, che si nasconde a tempo, vince se stessa, assicurando le sue
ricchezze, poiché il tesoro della mente non ha men bisogno talora di star
sepolto, che il tesoro delle cose mortali. Il capo che porta non meritate
corone, ha sospetto d'ogni capo dove abita la sapienzia; e però spesso è virtù
sopra virtù, il dissimular la virtù, non col velo del vizio, ma in non
dimostrarne tutt'i raggi, per non offender la vista inferma dell'invidia e
dell'altrui timore. Anche lo splendor della fortuna ha da esser cauto nel
palesarsi, già che, passando a dimostrazioni di soverchi arnesi e di oziosi
ornamenti, oltre al distrugger il capital nelle spese, suol accender gran fuoco
nella propria casa, destando gli occhi degl'ingordi a pretenderne parte, e
forse il tutto. Ma più dura è la fatica di dover pigliare abito allegro nella
presenza de' tiranni, che soglion metter in nota gli altrui sospiri, come di
Domiziano disse Tacito: «Praecipua sub Domitiano miseriarum pars erat videre et
aspici, cum suspiria nostra subscriberentur, cum denotandis tot hominum
palloribus sufficeret saevus ille vultus et rubor, a quo se contra pudore
muniebat». Sì che non è permesso di sospirare, quando il tiranno non lascia
respirare, e non è lecito di mostrarsi pallido, mentre il ferro va facendo
vermiglia la terra con sangue innocente, e si niegano le lagrime che dalla
benignità della natura son date a' miseri
come propria dote, per formar l'onda che in così picciole stille suol portar
via ogni grave noia e lasciar il cuor, se non sano, almen
non tanto oppresso.
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