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PARABOLANO Quanto odii comincio
avere con la vita!
VALERIO L'odio con la vita abiam
noi, poveri servitori.
PARABOLANO Tu non senti quello
che mi duole.
VALERIO E' vi nuoce el più de le
volte il troppo bene, e mi dispero quando un vostro pari si lagna. O pensate
ciò che doverìa fare un simile a me, che vivo del pan d'altri. E un inciampare
in una paglia ci fa rompere il collo.
PARABOLANO Non t'odo.
VALERIO Se voi avessi nella
bilancia de la pretesca discrezione la speranza, come hanno cotanti che
servono, voi intenderesti.
PARABOLANO O Fortuna invidiosa!
VALERIO La fortuna sète voi, voi
Signori sète la fortuna, che da le stalle e da le staffe su levate il vizio e
la ignoranzia, et alle stalle e alle staffe ponete la virtù.
PARABOLANO Io mi consumo!
VALERIO Che voresti voi?
PARABOLANO Il premio de le mie
fatiche.
VALERIO Da chi desiderati voi
questo premio?
PARABOLANO Dove son io? Almen
n'avess'io lettere o ambasciata!
VALERIO Dove s'hanno a dirizzare
queste lettere?
PARABOLANO Dove io sono.
VALERIO Voi l'arete tardi.
PARABOLANO Perché?
VALERIO Perché non sète né qui né
altrove, pare a me.
PARABOLANO Aiutami!
VALERIO Mai non vi aiuterò, se
non me aprite il vostro secreto.
PARABOLANO Quanti amari veneni
ascondeno i preziosi vasi. Entriamo in casa.
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