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Pietro Aretino
Astolfeida

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  • ASTOLFEIDA
      • CANTO SECONDO
        • 19.
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19.

 

Col culo in terra e co' calcagni al cielo,
a gambe larghe, di galantaria,
Astolfo cadde e disse: — Il ver non celo:
la colpa del cavallo par che sia:
è magro, asciutto, ha solo l'osso e 'l pelo —.
Poi si drizzò e disse: — O mamma mia,
se 'l culo aveva denti a questo tratto
tutti se li rompeva a fatto affatto —.

 




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