a'-arder | ardev-bonad | bone-cogli | cogna-desid | desin-farve | fasce-gonza | gonzi-ispen | ispic-merca | merce-parti | parto-profi | profo-ripos | ripre-scole | scolp-spass | spaur-tirav | tisic-vicin | vida-zurlo
grassetto = Testo principale
Capitolo grigio = Testo di commento
1 | a'
2 gi2| tela d'ariento le quali abagliavano i razzi del sole mentre
3 gi2| occhi; e nel vagheggiarla si abandona con la testa indrieto, e
4 gi2| a far sì che egli non mi abandoni tradita e vituperata, e
5 gi2| gridi e gli scongiuri, lo abarbagliarono in un tratto: e portate
6 gi1| lascialo picchiare; s'egli abbaia, lascialo abbaiare: che
7 gi1| intorno a casa, fischiando, abbaiando e ronfiando come i gatti
8 gi1| s'egli abbaia, lascialo abbaiare: che io per me gli darò
9 gi2| sangue fra mille pecore, l'abbarbagliava talmente, che le pareva
10 gi1| NANNA. Qualche volta, ma l'abbassano tosto, e se tu vedesti tuo
11 gi1| ridere e a piangere ne lo abbassare gli occhi nel grembo e ne
12 gi3| parendomi che ella fosse abbattuta da la lancia del mio ciurmare,
13 | abbiamo
14 gi3| bontà di colei che disse «Abbiaselo tutto», la madre del morto.~
15 gi1| altri vole?~NANNA. Tanto abbin fiato le scimonite come
16 gi1| ha amaliato», e dicendolo abbraccialo stretto stretto, e basciàtelo
17 gi1| più appetito che mai; e abbracciando la ninfa, non ti potria
18 gi2| diventar lieta e rossa e si, abbracciandolo, le lagrime stettero ferme
19 gi3| vive di carne e si possano abbracciare, basciare e godere; oltra
20 gi3| nel voltarsi a lui con abbracciarlo disse: «L'amore che io vi
21 gi2| vennero suso; e fatte le abbracciate con lei e con la figliuola,
22 gi3| si gittarono in letto: e abbracciatosi insieme, facevano disperare
23 gi3| che ella ha dormito?». Per abbreviarla, cenarono e andàrsene a
24 gi2| divoraranno l'anima, ve l'abbrusciaranno, le caldaie del zolfo bollente
25 gi2| andò al padrone de la casa abbrusciata, e gli disse come il tale
26 gi3| panno»; a un fornaio, «Non abbrusciate il pane»; a un fanciullo, «
27 gi2| drento per forza: ma non abbrusciò, perché in quello che ella
28 gi3| mano «Eccola»; ed egli si abellisce la barba con le fregagioni
29 gi2| uno stricatoio d'avorio si abelliva la barba, fermatosi su le
30 gi1| sufolare del famiglio che lo abevera; e poi i vecchi son nimichi
31 ded| signor de la casa dove egli abita; ed esercitinsi cotali scritti
32 gi3| berta venne in campo, e si aboccarono a sieme: e saresti crepata
33 gi2| condusse in un modo strano ad aboccarsi insieme: onde ella aguluppata
34 gi3| che era de le lasche e l'abondanza dei lucci, dando gran laude
35 ded| un bel groppo di figure abozzate lascio stampare le mie cose
36 gi2| scoscienziati.~PIPPA. A loro.~NANNA. Accadde che una non-ci-fosse-mai-nata,
37 gi2| Insegnatemegli anche a me: che, accadendomi di far quel che voi faceste,
38 gi1| bello ne la tua bocca; e accadendoti di rivolgerti ora a questo
39 gi1| facendolo, a me lo fai. Accaderà che andrai al Popolo, a
40 gi3| promette; e bravando mi accarezza. Parla a la innamorata e,
41 gi1| tutti quelli che solevi accarezzar del pari. Onde puoi far
42 gi1| e nel pigliarti la mano accarezzarà me che, per far correre
43 gi2| detto io; io voglio che gli accarezzi senza dargnele mai fetta:
44 gi2| camere-locande, roffiane, accatta-pane e vendecandele, bontà de
45 gi2| arca, ci son gli stuoli di accatta-tozzi. Ma il male sta nel gusto
46 gi1| giuochi a casa d'altri. E accattando tu saî, robboni o cavalli
47 gi2| il signore desiderava; e accattata impresto o tolta a tanto
48 gi3| bruttezze loro con i drappi accattati a vettura: e non mi terrei
49 gi2| lingua angelica: lasciandoci accecare da le lettere che ci mandano
50 gi2| di nulla, attendendo ad accecarlo con le carezze e con i basci,
51 gi2| dico io che amore l'aveva accecata e tolta di sé per ogni verso?
52 gi1| trascurata femina, il diavolo mi accecò, io non merito perdonanza;
53 gi1| galantemente, e chiedendo da bere, accennalo con la testa; e se le guastade
54 gi2| volersi uccidere col pugnale, accennano di trarsi de le cime dei
55 gi3| Ora io esco di chiesa, e accennata madonna cattiva pessima,
56 gi2| verno, in mezzo a due torchi accesi, stivalata per Borgo Vecchio
57 gi1| con una punta di lingua, e accetta.~PIPPA. Sarà fatto.~NANNA.
58 gi2| dei benefici. Ma chi mi accettarà, se ben volessi andare ne
59 gi1| per non darti cagione di accettare le proferte, verrà via di
60 ded| conosciuto. E per conchiuderla, accettate il dono che io vi faccio,
61 gi1| apra, non gli parli, né che accetti niuna cosa del suo: qui
62 gi3| le verginità di ferro, di acciaio e di porfido, non che quelle
63 gi1| vuol dir che tu sei tutta accigliata?»; e la ghiottoncella marioletta
64 gi1| dottore.~NANNA. E così, accoccandola a ognuno che veniva, tenendo
65 gi2| accoccano, hanno accoccato e accoccarebbono ai Padri santi, del mondo
66 gi1| quando la se delibera di accoccargliene. Con bestia di cotal buccia
67 gi2| cantafavola scritta d'oro gnele accoccaria, tinse un foglio con il
68 gi3| uffiziali e di cortigiani gnele accoccarono: di modo che ne guadagnai
69 gi2| quelli che l'accoccano, hanno accoccato e accoccarebbono ai Padri
70 gi1| tuo domestico; fagli una accoglienza signorile: ponendoti seco
71 gi1| recarà ad uggia uno che ti accommodarà, non come lui, ma di maniera
72 gi2| gli parve. Ella che era accommodata al par d'ogni altra, non
73 gi3| una donna e uno uomo, e si accompagnano con un poco di cera benedetta,
74 gi3| ricolgo.~COMARE. Io feci accompagnare la paltrocca da forse tredeci
75 gi3| altrettanti cavalieri vi accompagnaste; la beata tavola voi dirizzaste;
76 gi1| altra sicurtà che non venne accompagnato: e fà tu, Pippa, poi.~PIPPA.
77 gi1| brusche, gli spetezzamenti ti accompagnerebbeno per tutta la chiesa, e non
78 gi2| istringergliene due voltarelle, lo accompagnò fino a la camera; e lasciatolo
79 gi1| de le prime, gli par aver acconci i fatti suoi vendendo le
80 gi3| che a fargliene carestia acconciarà i nostri fatti; e ordino
81 gi3| la medesima scigurtà, le acconciaremmo a nostro modo senza un disconcio
82 gi3| diravvi quanto costarà ad acconciarla e quando l'arà: e voi, non
83 gi1| lo asciugar dei colori, acconciata la stoppa con olio rosato
84 gi3| trova tutte l'usanze de le acconciature dei capi del mondo; ella,
85 gi3| BALIA. Che donna.~COMARE. Acconciava garzoni, dava ricapito a
86 gi3| pigione, la striscio e l'acconcio pulitamente: e così in la
87 gi2| asinghiozzati e di quelle accoratagini per il mezzo de le quali
88 gi1| nuovi e con alcuni sospiri accorati e con una finzione di venir
89 gi1| Intanto verrà in campo lo accorato, e tu leva le strida e di: «
90 gi1| principio e nel mezzo si accorda con gli spedali e coi ponti,
91 gi2| di minor prezzo; e non si accordando, tolse la sua che pesava
92 gi2| insieme; poi, tolto un liuto, accordandolo in un soffio, stroncò una
93 gi2| un valente ribichista: e accordato lo stormento, cantò di stranie
94 gi2| impiccati.~NANNA. E non si accorgano del vituperio loro: perché
95 gi3| non dava in nulla; e io accorgendomi del suo volere entrare ne
96 gi3| baffe biffe a le calcagne; e accorgendosene uno dei mulattieri, gridò «
97 gi2| tavola, fa vista di non si accorgere di nulla, attendendo ad
98 gi3| che la teneva non se ne accorgesse (mi era uscito di mente).
99 gi3| nel cervello che ogni suo accorgimento sia condito col mio olio
100 gi3| subito venga a lei. Io che mi accorgo che il ridere a la sgangarata
101 gi3| fratellina, benché io faccia accorta la cortigiana che io ti
102 gi1| dolci parole e con le più accorte che potrà, entraratti su
103 gi3| imbattendosi in un mariuolo, si gli accosta a l'orecchio con dirgli «
104 gi1| starà giorneando meco, si accostarà a te come bisce che si sdrucciolano
105 gi3| tutta di calamita e ne lo accostarla al ferro, si volgeva dove
106 gi1| cacciar mano al pugnale e accostartelo fino in sul viso col taglio
107 gi1| se ci è alcun vertuoso, accostategli con faccia allegra, mostrando
108 gi1| Firenze e nel sacco di Roma, accòstati a quello che ti è più presso
109 gi2| di romagnuolo: il quale accostatosi, per gli urti de la turba
110 gi3| io ne aveva uno, me gli accostava balorda balorda, e salutatolo
111 gi2| signoreggia bene in campo accotonato, e in giubbone di raso nero,
112 gi1| miracoli col saperci vivere non accozza mai la cena con la merenda
113 gi3| a la vedova, ne la quale accozzò i primi musici d'Italia;
114 gi1| diventi men bella; anzi accrescile grazia sorridendo e ghignando,
115 gi2| si stringe ne le spalle e accusa un paio di bisacce con una
116 gi3| che ricca persona; io vi accusarò il mio peccato: io vorrei
117 gi2| fino a qui ti ho mostro gli acini del pepe, del panico, de
118 gi2| dubbio che la onestà che acostuma una puttana, siede in mezzo
119 gi2| bandinella attaccata presso a l'acquaio ne la quale si ripongano
120 gi3| venti pollaiuoli, trenta acquaiuoli e cinquanta mugnai con le
121 gi2| sì come gli scudi d'uno acquaruolo, rimescolati con quei d'
122 gi1| morte; e l'amico a volerla acquetar con gli scudi; e mettendo
123 gi3| sorte a chi ella toccò si acquetàr gli altri, senza dubbio
124 gi3| per mia bona ventura si acquetarono, e ne ebbi gran piacere,
125 gi3| conforto mi riscuoto un poco, e acquetati tutti i conturbamenti, dico: «
126 gi3| picchia-petto, cacciava. E acquistai un gran credito per una
127 gi1| sono innamorate di te, te acquistano amorosi con la lor presenzia,
128 gi1| sarà?~NANNA. Sarà che tu acquistarai fama de la più valente e
129 gi1| mantenersi gli amici, e non in acquistarsegli.~PIPPA. Non ci è dubbio.~
130 gi3| richiedere il mio mezzo per acquistarsi una manza: e che, bontà
131 gi1| comandando con grandezza, ne acquisti benivolenzia; e chi ti vede,
132 gi2| tutte le fattezze di chi lo acquistò. In questo eccoti un servo
133 gi1| NANNA. La lor natura è dura, acra e bestiale, e quando s'intestano
134 ded| che sua Signoria non abbia acumulato tanta moltitudine di gentilezze
135 gi2| cari i suoi modi e le sue acuratezze: e nel darle bere, nel vestirla
136 gi1| papa; sorte, ah? sorte, eh? Acursio era garzone di uno orafo,
137 gi3| Nientedimeno il ruffianare è di più acutezza. Non nego che il diseperarsi
138 gi1| verminoso, del ber l'aceto adacquato, e degli altri disagi che
139 gi2| benigno, lo confortò; e adagiatolo nel suo palagio fece ristorar
140 gi3| capannella, nel riconoscer Adamo ed Eva, ecco una che dice: «
141 gi1| non aveva altro giuoco che adastarla, io gli faceva tener in
142 gi1| con che grazia ella si adatta a fare ogni cosa». Caso
143 gi2| ogni proposito gli udiva adattar «monsignor mio zio»: egli
144 gi2| appoggiato con le rene al muro, adattatosi lo stormento al petto, porse
145 gi3| robba comparisco inanzi addobbata in su le forge, e ciò faccio
146 gi1| una puttana nel veder bene addobbate l'altre puttane, è più crudele
147 gi3| preso sospetto; e non si addormentaria, se non mi vedesse colcata,
148 gi1| che voi non teniate scola addottorando la gente in così fatte galantarie.~
149 gi1| la lingua melata, e non addottorata, e più mi saria caro di
150 gi3| de la ruffiania si sono addottorate le sibille, le fate, le
151 gi2| le quali hanno fra noi addottorati fino ai contadini, dai quali
152 gi1| fino a la metà: e come ebbe adescata la turba ben bene, voltò
153 gi1| e dì: «Voi avete torto ' adirarvi con lei, perché ella è bella
154 gi1| tu le buglia in terra, e adirati con teco e con il cucù,
155 gi1| o quello non se ne parta adirato e con teco e col favorito:
156 gi1| fallimenti. E caso che ti adiri con qualcuno, non metter
157 gi2| la persona inverso colei adocchiata da lui: già odo i sospiri
158 gi2| chi gli veniva contro, ma adocchiava le tane per nascondersi.
159 gi3| vertù che la bettonica, adocchiò una vedova né vecchia né
160 gi2| che il primo che trovò lo adoperarci per maschi, assaggiandoci
161 gi3| tutto quello al qual sono adoperata.~BALIA. Io ne disgrazio
162 gi3| toglie un bicchier non più adoperato, e gittasegli drento la
163 gi2| trar di calcio; ma ella adoperava al suo arcolaio una matassa
164 gi1| qua e mezzi di là, tanto adoprò amici e padroni, che io
165 gi1| sotto:~ ~IO SIGNORA NANNA~ADORANDO MESSER MACO,~BONTÀ DEL DIAVOLO
166 gi1| BICCHIERE,~IN PREMIO DEL MIO ADORARLO,~EBBI DA LUI IL BARLEFFO~
167 gi3| quali mertano di essere adorati e portati al collo per gioielli
168 gi3| giovane consente che io l'adori. Oimè misera me, se voi
169 gi3| vorebbe, ~presa dal volto adorno ~lassù far più ritorno. ~
170 gi1| studia le finzioni e le adulazioni che io ti ho detto, perché
171 gi3| signori e cavalieri che vi adunate (dice lo Innamoramento):
172 gi2| motteggiava e con tutti si afaceva con quella graziosa grazia
173 gi1| capegli e fatti rossa con lo afaticarti, ma poco e vedrai sbuffare
174 gi1| sollazzo che si mangi a l'affamata, che non ha il cavallo del
175 gi1| insalatucce e salsette di paroline affamate, e con ostinazione di zecche
176 gi3| due lagrimucce secche e affamatine mi rannicchio in me stessa,
177 gi2| confessione, con parole affannate disse: «Padre, io moio,
178 gi1| grazie ansciando e tutto affannato dirà: «Padrone, io ho tanto
179 gi3| similmente canta pensando ai suoi affanni, il fa per dare core al
180 gi1| il torto, e giurando gli affermarò che ti è suto detto che
181 gi1| Non dire altro, che io ti afferro: e mi cresce di sorte l'
182 gi3| si basciarono con uguale affetto. In quello essi si beeano
183 gi3| così a furia contra una sua affezionata. Infine io ne farò il boto,
184 gi2| anzi ti giuro per la nuova affezione che io porto a la nobiltà
185 gi3| questo io trotto a l'uscio, e affigendo il guardo in suso, veggo
186 gi2| lamenti: e ogni volta che ella affiggeva gli occhi al suo più nimico
187 gi2| soavità di faccia, alcuni affisamenti di sguardi troppo ben cavati
188 gi1| portare in persona a Loreto: e affisandoci gli occhi, si vidde ritratto
189 gi1| sportello de la camiscia gli affisi il guardo ficcandolo drento
190 gi3| drento, e ne lo entrare affiso gli occhi ne la faccia del
191 gi3| mai di vederlo spene, ~le afflige a tutte l'ore ~ne l'eterno
192 gi3| de chi potria aiutare gli afflitti; e con le parole e con gli
193 gi3| di giunco e senza zucca, affoga tosto: questo dico per chi
194 gi2| dagli occhi che l'ebbero ad affogare: e non potendo più isputar
195 gi2| a morire, era pur meglio affogargli prima o ardergli insieme
196 gi1| andandotene in camara, affronta lo fin d'un non so che prima
197 gi1| e «mammetta». In questo affrontalo, e atasta se la scarsella
198 gi3| uccellare a non so chi e affrontandolo fingo di coglierlo in cambio,
199 gi3| del suo stare. Onde io lo affronto una mattina che egli aveva
200 gi2| cortigiano.~NANNA. Uno scolare afinato ne le capestrarie più che
201 gi1| gergo furfante da furfanti afurfantati: non te ne dilettare, né
202 gi2| coscette sopraposte a due gambe afusolate, più galanti che non sono
203 gi3| fede bona che il gratia agamus appena mi arìa saputo ringraziare
204 gi1| aggiugnendoci fino agli aggi; e se puzzano di cane, lasciagli
205 gi3| ami se non lei.~ ~Poi si aggira la pezza ne la qual sono
206 gi3| nostra contrada».~BALIA. Che aggiramenti.~COMARE. Ecco che passa
207 gi1| perché non sono istabili; e aggirando tuttavia come il cervello
208 gi1| e ti voltano di qua, ti aggirano di là; onde tu, solleticandogli
209 gi3| del suo aversi lasciato aggirare, non ne fece più motto.
210 gi2| le sue dabenaggini a le aggirate.~PIPPA. Và e nascici donna,
211 gi3| le ciance sopra dette si aggiugne una fettuccia di pane, il
212 gi1| i rubbacchiamenti loro, aggiugnendoci fino agli aggi; e se puzzano
213 gi2| il romano, qual cittade aggiugnerà a la nostra? Ora faciam
214 gi1| gliene raccontarà con lo aggiugnerci qualche cosetta del suo,
215 gi2| stimare quanta vaghezza le aggiugneva la mansuetudine di che ella
216 gi2| ti son lasciate se non ci aggiugni il danaio, di che io non
217 gi1| il giardino che io ci ho aggiunto di poi.~PIPPA. Voi foste
218 gi3| quelli che si sforzano di aggrapparsi a l'arca; e altra l'altre
219 gi2| presto, tagliatele gli aghetti, acqua da spruzzarle nel
220 gi2| a una maglietta e a uno aghetto de la gonnella, la quale
221 gi1| nastri, ditali, spilletti, aghi, cinte, scuffioni, balzi,
222 gi3| fino a l'alba, e mi sono aghiadata di freddo per servirvi,
223 gi2| come persona che ha uno aghiadato e cocente martello; e standole
224 gi3| volte, non si curano degli agi i quali posseno avere dandosi
225 gi3| cicerchie, e quando tre capi d'aglio, alcuni fusi, alcuni tozzi
226 gi1| traditor che si chiama Giovanni Agnese, con isforzarmi di contrafarlo
227 gi3| tuttavia passa per ponte Santo Agnolo. A la fine gli diceva: «
228 gi3| de le candeluzze, degli agnusdei; qualche volta mentre camino,
229 gi3| fila-lana e innaspa-seta e agomitola-accia e tessitrici e cusce-ad-altri:
230 gi1| discipline con le punte di agora, pettini aguzzi, zoccoli
231 gi2| signora, sendo là presso a l'agosto, i dì piovaiuoli; e venuti
232 gi3| veduto; e facendo stare aguattata la ninfa che io menava a
233 gi3| una fanticella sua, che si aguattava sotto il letto, ritorna
234 gi1| acorruomo», «raita», «riminio», «aguluppa', «sciabordo», «zampilla», «
235 gi1| de le feste Pippa, non ti aguluppare in cacce di tori, né in
236 gi2| aboccarsi insieme: onde ella aguluppata da le promessioni, da lo
237 gi1| bardassoni, bardassoni sì; e aguzzansi lo appetito mentre le veggano
238 gi2| antipasti sien fatti per aguzzar l'appettito, a me giova
239 gi3| trovati dai suoi andari, aguzzava il core d'ognuno. Onde il
240 gi3| mi è drieto con le canne aguzze, e non posso mover passo
241 gi1| punte di agora, pettini aguzzi, zoccoli con le guigge,
242 gi2| rastrella il grano battuto ne l'aia; e si stuperieno udendo
243 gi3| mezzo del core de chi potria aiutare gli afflitti; e con le parole
244 gi2| troppo cortese», lasciò aiutarsi a trar di dosso un giacchetto
245 gi2| da spruzzarle nel viso, aiutatemi a porla in sul letto». A
246 gi1| l'arosto.~PIPPA. Dio mi aiuti con questi signori.~NANNA.
247 gi2| che si possa.~PIPPA. Dio aiutici tu.~NANNA. Così va chi s'
248 gi2| tutto.~PIPPA. Al verbo de lo al-quia (disse la Betta).~NANNA.
249 gi1| ciarlare, e se te si dona o ala o petto di cappone o di
250 gi2| due colonnine di quello alabastro tenero il quale si lavora
251 gi3| nel petto, ma sub ombra alarum tuarum (diceva la insegna
252 gi2| né che negli occhi vostri alberghi Amore, ~né che da quelli
253 gi3| costor che fuggano su per gli alberi e suso le cime dei monti»;
254 gi2| sua mano al busto d'uno albero, e la fece saettare con
255 gi2| andare sopra le vette de l'alboro. Egli le favellò tali chiacchiare: «
256 gi2| pizzicato il gorgozzule con lo albume de l'uovo, nel contarti
257 gi2| puttane di Roma, la quale fu alettata da trecento ducati lasciati
258 gi1| la stizza che io ho de le alfane che stanno in sugli archetti
259 gi3| pietade vi simiglia. ~Che alfin biasmo vi sia ~s'indarno
260 | alia
261 gi1| mo' mo'», «testé testé», «alitare», «acorruomo», «raita», «
262 | alla
263 gi1| trovano: che usciti di quivi, allagano uno spazio lungo lungo con
264 gi1| alza le mani ai cielo, poi, allargate le braccia, legalo tutto
265 gi3| acqua: e distese le gambe e allargatele, non si moveva né più né
266 gi3| de la cavalla, e s'egli allargava, io allentava.~BALIA. Anche
267 gi3| saria impossibile e gli allego i rispetti e i sospetti;
268 gi3| COMARE. Veniamo in su le allegre. Un certo fiuta-cupidi,
269 gi3| gli fa squillare le sette allegrezze. Eccoti che dice a un fraticino «
270 ded| eccovi i volumi divoti e allegri, secondo i subietti; e ho
271 gi1| un baleno, e mentre tutto allegro ti abbraccia e a la carlona
272 gi3| allentava.~BALIA. Anche io allentarò la briglia, se un tale allarga
273 gi3| e s'egli allargava, io allentava.~BALIA. Anche io allentarò
274 gi2| la corte ne la quale si allevò, faceva parere il bordello
275 gi2| NANNA. ...per due o tre alloggiamenti la trattò da marchesana:
276 gi1| per tutte le osterie dove alloggiano. E acciò che tu sappi ciò
277 gi3| la ruffiana s'imbatte ad alloggiare a discrezione, mercé de
278 gi3| chiamò a dormir seco la sua alloggiatrice; e perché il fastidio che
279 gi3| venite meco fin dove io alloggio: perché ho a far conto con
280 | allor
281 gi3| andaste, e tutto il mondo alluminaste.~ ~E rimescolando e squassando
282 gi2| amante bugiardo, falso e alocco.~PIPPA. Che fantasia fu
283 gi2| compassione che ne aveva, alontanava i colpi da lei, e dividendo
284 gi2| di riaver costei, passati alquante stomane, il trovò e trovatolo
285 gi3| inginocchia sopra la predella de l'altar grande, e io mi movo; e
286 gi2| Nanna, per non darle più alterazione, non le finì la novella
287 ded| paese? Come si sia, andate altero poiché il folgore di verità
288 gi1| copre»; e se le «vostre Altezze» che ti darà nel capo e
289 gi1| paragone, e benché sieno altieri per aver di che essere,
290 gi2| boce rubesta né con viso altiero, come usano di fare in casa;
291 | altrettante
292 | altrettanti
293 | altrettanto
294 gi1| centinaio. Ma a che fine alungartela? Il segno che non ci era
295 gi2| contentezze e i denari; e chi non alzarebbe i panni udendo dirsi: «Egli
296 gi1| occhi nel grembo e ne lo alzargli dove bisogna.~PIPPA. Che
297 gi1| altro a esser cortigiana che alzarse i panni e dir «Fà, che io
298 gi1| tuo, e bisogna altro che alzarsi i panni e dir «Fà, che io
299 gi1| compagno, e aran per manco di alzarti i panni in presenzia di
300 gi2| il più bel civettino che alzasse mai portiera, o portasse
301 gi1| tanti arzigogoli che egli alzi la testa balordon balordoni.~
302 gi2| beendo ne la forgia degli amalati.~PIPPA. Non ci potria mai
303 gi2| balzassero nei borselli; amàlati e non pagare, e vedrai il
304 gi1| Vostra Signoria mi ha amaliato», e dicendolo abbraccialo
305 gi1| altri vecchi ringiovaniranno amandoti: e se pur pur vuoi tortene
306 gi3| facendo grandi le donne che amano e la passione che sopportano
307 gi1| polvere di tua madre; e l'amarai morta come credo che tu
308 gi3| corda, non si movano per le amaritudini de le minacce del bargello
309 gi3| a noia, il mèle gli pare amaro, il riposo fatiga, il mangiar
310 gi2| vi ama: e il suo troppo amarvi vi ha fatto vendicare e
311 gi3| uden<do>si amare da la amata: l'allegrezza teneva corte
312 gi1| non ti potrei dir quanto; amatori di gentil creanze napolitane
313 gi2| paternostri che tramezzavano l'ambragatta, i quali giocò allora allora.
314 gi3| tuttavia ~nettare, corso, ambrosia e malvagìa; ~e in quella
315 gi2| Toglie garabattulo tuo e ambula»: e certo ognuno la dava
316 gi1| chi mal ci vuole.~PIPPA. Amen.~NANNA. Lo schiamazzio e
317 gi2| strazia costui e colui, si dee ametterle la scusa: perché lo fa per
318 gi1| al disconfortarti de la amistà dei giovanacci budelloni,
319 gi1| guadagna.~PIPPA. Taccio.~NANNA. Ammaestra la fante e il famiglio in
320 gi3| e dato a tutte cosigli, ammaestramenti e rimedi fin per il riscaldato,
321 gi1| ne la onestade, e poi mi ammaestrate ne le disonestà a la sbracata.~
322 gi3| ancora, e buon per chi si ammala, se il medico vedesse ne
323 gi3| manda gli amanti che si ammalano in suo servigio a lo spedale.~
324 gi1| galantaria. Fingeti talora ammalata, e statti in letto un due
325 gi1| nascano degli arbori che gli ammartellati piantano nei giardini puttaneschi;
326 gi3| Questo è chiaro.~COMARE. A lo ammartellato mo'. Tosto che io lo ebbi
327 gi3| bastonano, non furano e non ammazzano come le mani.~COMARE. Sempre
328 gi2| la fa sì buona: dico che ammazzàr Borbone; e guadagnati non
329 gi1| lasciatemi andare, che mi ammazzarà se mi ci giugne». E diceva
330 gi2| aveva ammazzato o fatto ammazzare. Il taccagno gittò fuora
331 gi1| pure hai volontà di vedere ammazzarne e del correre a queste e
332 gi3| di questa, ecco che io mi ammazzarò.~ ~E perché paresse che
333 gi2| si udì mai che il padre ammazzassi il figliuolo prima che peccasse
334 gi2| mortali: e domandògli se aveva ammazzato o fatto ammazzare. Il taccagno
335 gi2| dolcezze de' suoi movimenti ammazzavano altrui, né si potria stimare
336 gi3| che doveresti far tu»; poi ammonì la figliuola a tenere a
337 gi1| gli piace.~PIPPA. Voi mi ammonite ne la onestade, e poi mi
338 gi1| io? Il fetor di che essi ammorbano mi metteva pensiero a dirtelo.
339 gi1| guatano, non altrimenti che si ammorbino altrui i panni apestati
340 gi2| hai trovata vergine?», lo ammutì: come fosse una gran manifattura
341 gi1| cadere il mento in seno e ammutisce in un tratto, e pensa e
342 gi1| diventa ritrosa non ti movere, ammutisci; e se ti domanda ciò che
343 gi3| ognun m'intenda, ~io vi amo perché io ho poca faccenda: ~
344 gi3| avveniva perché mai ella amò con il core che amava lui.~
345 gi2| vel circa; e così fece uno amorazzo e una amicizia da buon senno,
346 gi1| alloggiamento che vanno amoreggiando: come i lor ricamuzzi e
347 gi1| per iscrollare: una mamma amorevole più di tutte l'altre non
348 gi2| dota, ma per un segno d'amorevolezza». Il traditoraccio prese
349 gi3| ho detto che il foco ~mi ancide, mercé vostra, a poco a
350 gi1| non sarai tu da più che l'Ancroia se gli fai stare fin del
351 gi1| colpi di martellino ne l'ancudine del core. E sopra tutto
352 gi2| non sappi uscir del buio, andandomi voi inanzi con il doppiere
353 gi1| sangui che madesì, e tu, andandotene in camara, affronta lo fin
354 gi3| andate dove vi piace e, andandovene, promette<te>mi di non aprir
355 gi1| al core.~NANNA. Al core andarà ella a me se le mie parole
356 gi2| matta nol fare perché ne andarai col capo rotto; oltra di
357 gi1| fargliene motto lo piantasse, andaresti a rischio di perderlo: e
358 gi3| morrò; lasciate, io voglio andarle a casa. Siate qui a due
359 gi3| riscaldato, nel levarmi su per andarmene lascio cadere una pezza
360 gi1| per lo ascoltare, se ne andarono a dormire insieme in un
361 gi3| abbreviarla, cenarono e andàrsene a riposare; e poco poi de
362 gi3| subito: ma a te toccava andarvi.~COMARE. A me toccò di ritornar
363 gi2| acqua e fin entro al sole, e andassero ignude o, vestendo, i fondachi
364 gi2| vestitivi adesso adesso e andatevene in un baleno a lui che mi
365 gi2| coscienzia ci rimorde, e dicici «Andatevi a sotterrare in un monte
366 gi3| andate per i vostri fatti, andatici dico: se non, ve ne pentirete».
367 gi2| ritrovavi il letto, e più andavi a tastoni, più ti perdevi,
368 gi2| Assolvéllo la sua Reverenzia, e andossene di lungo a trovare madonna,
369 gi1| conosceranno, restandoti schiavi, andran predicando de le tue vertù;
370 gi2| piglia a dire: «O Iddio, andrassene costui a mio dispetto, e
371 gi2| la fedaccia che la cosa andrebbe invisibile.~PIPPA. Non andò
372 gi2| almen ti sono schiavi, e andrebbono a porre il capo nel fuoco
373 gi1| tempo in mezzo a l'ira; che andresti a rischio di restarne senza;
374 gi2| profumatino, mongrellino, anebbiatino, eccolo una sera picchiar
375 gi1| galee dei Catelani, de lo anegare, de lo andar in man dei
376 gi2| sospirare, e i capegli di niello anellato, perdersi a fatto a fatto.
377 gi2| catenuzze, i ventaglini, gli anelletti, le vesticciuole e i cuffioni
378 gi2| la basciò: e cavatosi uno anelletto di dito lo mise nel suo.
379 gi2| coselline: come saria a dire anelluzzi, pianellette di raso e di
380 gi2| né ordire né tessere gli anfanamenti loro: perché son cruscate,
381 gi1| ponno far testamento mentre anfanano in albagia ammartellata.
382 gi1| altro quel che vuol dire «anfanare», «trasandare», «aschio», «
383 gi2| sgoluppava; e come aveva anfanato di regressi, conserve e
384 gi1| strida d'un che si taglia l'anghio?~NANNA. Appunto!~PIPPA.
385 gi3| COMARE. Io aveva sculpito uno angioletto di sugaro piccin piccino,
386 gi3| di dar la stretta a una anguilla grossa tosto che scaricassero
387 gi3| BALIA. Mercatante di bucce d'anguille.~COMARE. Egli era ricco,
388 gi1| grandi, i padri dei denari, l'anguinaia che gli giunga da che vogliono
389 gi1| vecchia di mal francioso anidiata ne la cavicchia d'un piede
390 gi3| il ragno si scaglia a lo animaletto dato ne le sue reti; e se
391 gi3| caldaie dove si lessano le anime dei monsignori, e quanti
392 gi1| ce l'ha lasciato entrare animosamente.~PIPPA. Io ne ho piacere.~
393 gi1| non dubitare; e le loro animucce si calpestaranno dai piedi
394 gi2| lettere che dicano «treggea», «anisi» «mandorle confette», «noci
395 gi3| giostra; ~poi sì grande ano avete ~che v'entrarebbe
396 gi2| signori e dominusteco; ma si anoverano ben con le dita, anzi con
397 gi2| o noi o loro. Io potria anoverarti le dicine, le dozzine e
398 gi1| ansciando più che non suda e non anscia uno al quale fa il culo
399 gi2| salito la scala con quello ansciare che fa chi ha corso, dice
400 gi1| raccogliere e nel mandar fuor l'anscio, si alza e abbassa come
401 gi1| scaduto che il bisavolo de l'Antecristo, con i calzoni e il giubbone
402 gi2| principio; e benché gli antipasti sien fatti per aguzzar l'
403 gi1| le persone, studia, spia, antivedi, considera, pon mente, asottigliati
404 ded| Ferrara. Volgendola al magno Antonio da Leva, che averia detto
405 ded| il tempo che i guiderdoni aparecchiatigli dal Cielo e da la Fortuna
406 gi2| coltello che mi passò il core aperse le membra non rassodate
407 gi3| vedendomi uscir di questa casa (apertami per vostra grazia, non per
408 gi3| non la poteva aprire; e apertola, la leggeva, e sopra ogni
409 gi3| arrabbiata, ne rido da me a me; e apertolo, sento fulminare: «A questo
410 gi1| ammorbino altrui i panni apestati che si toccano dieci anni
411 gi2| mano, che uno sciamo di api l'entrar fra le cosce, credendosi
412 gi3| per la Madalena, per santa Apollonia, per santa Orsola, per santa
413 gi2| belli-in-banca, i quali ci apongano solo perché cerchiamo il
414 gi3| quante ore vi dirà la fedele aportatrice di questa, ecco che io mi
415 gi2| degli uomini, o i tagli che appaiono nel volto degli uomini che
416 gi2| fantasia una donna, fece apparecchiar le tavole, e sendo in punto
417 gi3| quanto più rideva, più mi apparecchiava a ridere: di modo che la
418 gi3| veggano, e tutta paurosa ne la apparenza, ma tutta animosa nel fregargliene,
419 gi1| scudi, io farò sì che vi apparirà tanto d'immargine quanto
420 ded| ornato qualcuno altro? Ma lo apparirmi voi ne la mente è stato
421 gi3| hai buon principio, buona appariscenzia, galante maniera, una ciarlia
422 gi2| giurò che l'angelo gli era apparito e comandatogli gran faccende.
423 gi2| dice «Fratelli, Roma mi è apparsa in visione, e mi comanda
424 gi2| perciò gli scribi e i farisei apparsero a la croce di Montemari (
425 gi2| veste da piei, il suo sesso apparve tondo e bianco come la quintadecima:
426 gi1| mettergli inanzi alcuni tuoi appetitetti, e sappin dirgli: «Volete
427 gi2| sien fatti per aguzzar l'appettito, a me giova mangiando di
428 gi2| gente avilita si diede ad appiattar i denari, gli arienti, le
429 gi3| poveruomo di dove lo feci appiattare; e gli dico: «Voi ne avete
430 gi1| a chi è cagione del loro appiattarsi: «Messere è in camera».
431 gi2| i quali aveva confitti e appiattati per buon rispetto: ella
432 gi2| armati e disarmati, si appiattavano ne le sepolture più morti
433 gi1| non chi erra né chi ce le appicca.~PIPPA. È possibile che
434 gi1| costume di donna di non appiccar mai una parola con l'altra,
435 gi2| mancatori».~PIPPA. Gliene appiccarò con grazia.~NANNA. Che bel
436 gi2| grandezza, le galantarie appiccate sono i furtarelli che invisibilium
437 gi3| E con queste berte lo appiccava con la diva che io menava
438 gi1| oimè, oimè»: e appunto si appiccavano l'armi dei Medici su la
439 gi2| dandogli un cappio che lo appicchi, doppo uno, due, tre e quattro
440 gi2| anzi il crudelaccio fece appicciare un gran fuoco e trarvela
441 gi2| qualche cassa, sendo i torchi appicciati e gli stivali a l'ordine
442 gi2| ballò con lei, che il fuoco appicciò l'esca. E avvistosene il
443 gi1| bella prima: e a pena l'appiccò in bottega, che un di quelli
444 gi2| cavezza de la sua chinea, appiccossi a la rastelliera de la mangiatoia:
445 gi1| vada a letto, ti vorrà fare appoggiar la testa al muro o sopra
446 gi2| un mandorlo tagliato, e appoggiatole ivi la testa, le rovescia
447 gi2| Talvolta egli veniva a corte: e appoggiatosi al muro là in un cantone,
448 gi1| va cacando verbigrazie, apponendo al pelo che non fu mai ne
449 gi3| non avendo altro a fare, appostava le case dei forestieri a
450 gi3| aveva orazione né leggenda, apposto l'ora che quella che egli
451 gi3| quella, e quello e questa, appostol un bel pezzo di polito uomo:
452 ded| con quel core che io ve lo appresento; e in premio di ciò, fate
453 gi1| la lego.~NANNA. Come si appressa San Filippo, comincia a
454 gi3| gambe e spurgasi; e io ne lo appressarsi la ninfa a la porta gli
455 ded| e perché i buoni pittori apprezzano molto un bel groppo di figure
456 gi1| faccia allegra, mostrando di apprezzar più loro che (mi farai dire)
457 gi2| appresso la dea, che vede apprezzarlo; e in quel suo rendere onor
458 gi3| catolica è una corgnuola apprezzata da ognuno.~BALIA. Chi non
459 gi2| e val più l'onor che tu apprezzi, che una cittade; né ti
460 gi2| tuo cervello i miei ditti, appuntando il saliscende de l'uscio
461 gi1| non fanno mai altro che appuntare ciò che si favella a la
462 gi2| Calendario non le sa sì appuntino come gli sapeva già io;
463 gi1| parlano mai, o se pur parlano, aprano la bocca con una diligenzia
464 ded| poterete vivergli gloriosamente apresso.~ ~VALETE.~
465 gi2| guerreggio con sua Maestade; apriate le porte de la città; e
466 gi3| delibero di venirci fra l'aprile e il maggio; e voglio empirmi
467 gi1| se farai a mio senno, se aprirai ben le orecchie ai miei
468 gi1| modo che è un pericolo di aprirci più bocca. Ma io, che sono
469 gi1| quelle che so dire io, né apriresti mai bocca che ognuno non
470 gi1| io non avessi fantasia d'aprirgli, che sarebbe?~NANNA. Saresti
471 gi2| quando l'alba incomincia ' aprirle.~PIPPA. Scortiamola.~NANNA.
472 gi1| spacciate a farmi signora, io le aprirò a fatto a fine.~NANNA. Caso
473 gi2| puoi dire anche tu. Or per aprirti il tutto, la giovane aveva
474 gi2| faccia disonestade alcuna, aprisi la terra e inghiottiscami
475 gi2| tre contenti? O abisso, apriti mai più, spalancati se vuoi!
476 gi1| ancor vostrissima».~PIPPA. Apritimi dove la trama riuscirà.~
477 gi1| madre: appunto quando ella apriva la bocca per contarle i
478 gi3| poco a poco; onde si gli aprivano e serravano, togliendogli
479 gi3| mostrami la magagna che gli apuzzava la bocca; e io la veggo,
480 gi1| mostrare il buon compagno, e aran per manco di alzarti i panni
481 gi2| uccidere un soldato che gli arancava inanzi, si ruppe la coreggia
482 gi1| metto ne la via coloro che aranno a far teco: perché, sapendosi
483 gi1| frutti che nascano degli arbori che gli ammartellati piantano
484 gi1| alfane che stanno in sugli archetti facendo insalatucce e salsette
485 gi2| la fece saettare con gli archi. Ma chi crederà che il vento,
486 gi2| sbombarda, scoppietta, archibusa quanto sai. Ma che accasca?
487 gi1| succhiarà le mani, fossero l'archimia di arricchirti, tra quelle
488 gi2| forgia che si doverebbono arcibandire i loro.~PIPPA. Che gli venga
489 gi1| dal canto tuo, come si dee arcicredere che venga, china le spalle
490 gi1| cominciarà a fare i visi arcigni; e venendo a le perle refiutate,
491 gi1| penitenza è a regnare con gli arcisavi: i quali, per non ispiegare
492 gi3| COMARE. Io ebbi tempo e arcitempo a ficcar in core a la madonna
493 gi2| mercé vostra, si chiamaranno arcitrentuni, onde sarà tra loro la differenzia
494 gi2| che è tra i vescovi e gli arcivescovi, e se non sarete trattata
495 gi3| una che se gli poteva dir «arcivoi», non pur «voi».~BALIA.
496 gi2| ma ella adoperava al suo arcolaio una matassa d'accia troppo
497 gi1| quella volontà che ha chi, ardendo di sete per la febbre che
498 gi2| bianche perle e bei rubini ardenti, ~né che i vostri costumi ~
499 gi2| meglio affogargli prima o ardergli insieme con la lor nave».
500 gi2| avventano a le finestre per ardertele e per isconguazzartele,
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