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P. Amedeo Cencini, FDCC
Lett. critica e proposte per nuovi cammini formativi...

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  • LETTURA CRITICA E PROPOSTE PER NUOVI CAMMINI FORMATIVI IN MARGINE AL CONGRESSO INTERNAZIONALE DEI GIOVANI RELIGIOSI E DELLE GIOVANI RELIGIOSE
    • 3. Confronto e dialogo intergenerazionale
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3. Confronto e dialogo intergenerazionale

3.1 - Per quanto riguarda l’interazione con la generazione precedente (o con i Superiori e formatori) c’è da dire che lo scambio c’è stato, anzi, gli interventi dei giovani erano diretti prevalentemente ai Superiori (e in seconda istanza ai formatori), e meno ai giovani stessi. Per parte loro i relatori, ma anche i Superiori presenti, hanno parlato ai giovani e hanno toccato solo in parte il punto critico dei limiti istituzionali nell’animazione e conduzione della vita consacrata.

3.2 - Di fatto questi giovani si sono lasciati interpellare e hanno fatto a loro volta domande, anche piuttosto pertinenti, o affermazioni precise circa il rapporto con l’istituzione o con i loro fratelli maggiori. Per esempio è diventata una sorta di ritornello l’affermazione che "ci si dice che siamo il futuro della vita consacrata, però non sempre ci si coinvolge nel presente", altri decidono per i giovani, che così si sentono solo spettatori del presente e incapaci di prendersi cura del futuro.

3.3 - Ciò non significa nel modo più assoluto che i giovani non credano nel valore delle generazioni che li precedono: "crediamo nella sapienza dei nostri fratelli e sorelle maggiori", hanno detto più volte, e spesso hanno espresso al riguardo gratitudine, serenità, realismo, chiarezza e buon senso.
D’altro canto chiedono dialogo con Superiori e fratelli maggiori, confessano d’aver bisogno della loro fiducia e incoraggiamento, si sentono frenati nel loro entusiasmo dalle paure dei responsabili istituzionali, dichiarano senza mezzi termini che non intendono essere la "fotocopia del passato".

3.4 - C’è il problema dei giovani o delle giovani, soprattutto, che vivono soli/e in comunità di anziani/e. "Quando una è la sola giovane e non trova possibilità di sbocco e di aperture, non è facile. Mi preoccupa una congregazione chiusa, con le mentalità diverse e a volte inconciliabili".
Soprattutto per questi/e religiosi/e che vivono soli/e in quanto giovani il Congresso ha significato una grossa iniezione di fiducia e speranza, lasciando intravedere l’utilità di favorire spesso incontri tra juniores o addirittura scuole comuni, come dice questa testimonianza: "Spero d’incontrarmi presto con un’altra junior per raccontarle tutto e portarle quei frutti che tutte attendono. Le giovani di vari istituti dovrebbero frequentare scuole comuni".

I giovani da soli si chiudono in se stessi e diventano timorosi, ma assieme ritrovano coraggio e osano rischiare.




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