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In verità, era un bruttìssimo
scherzo! Poiché Leopoldo fu tornato all'albergo e fu nella càmera sua, solo
(ché egli avea lasciato ancor la sorella in collegio sotto la scusa che tra
pochìssimi dì sarebbe venuto a pigliarla per condurla alla villa) cominciò a
lagrimare, poi ismaniò, e finì tempestando. E che tempesta la fosse, il conto
dell'albergatore può dire!
No; la sorella di oggi non dissolveva
l'amata di jeri. Argomentava pur bene la signora Ragione, ma il Sentimento non
ne capiva il linguaggio. Leopoldo pensò di scrìvere a Ines, dirle ch'egli era obbligato
di ritornare in Amèrica, che lo obbligàvan gli affari, e ci si pose a tamburo
battente. Ma, fatto due righe, sostò. E l'avvocato gli crederebbe? con quale
fronte abbandonar la ragazza, che, forse, anzi! certo, certìssimo, l'avea
solamente a fratello? dove la volontà? dove l'ànimo forte?... e stracciò il
foglio, poi il quinterno.
Si alzò disperato. No! egli non dovea
allontanarsi da lei... cioè, non poteva, perché...
E trasse un sospiro di avidità, e
abbrividì del sospiro.
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