7. E non pensate che, nella molteplicità di
questo lungo e laborioso esercizio, vi manchi il tempo per esercitarvi alla
virtù. Tale è la condizione della Vostra carica, tale è la
ragione della vita episcopale, ch’esse non debbano mai veder giungere il riposo
né la fine delle loro fatiche. Non possono venire circoscritte da alcun
limite le azioni di coloro la cui immensa carità dev’essere senza
limiti; mal’attesa della ricompensa infinita ed immortale che Vi è
destinata addolcirà ed allevierà facilmente tutte le Vostre pene.
Qual cosa, infatti, può sembrare pesante e dura a colui il quale pensa a
quella beata ricompensa che il Signore riserva, e che la ragione delle funzioni
pastorali reclama per quelli che avranno conservato e moltiplicato il loro
gregge?
Ma oltre questa magnifica speranza d’immortalità, Voi proverete
ancora una grande gioia pur nel peso delle fatiche della vita pastorale,
quando, venendovi Dio in aiuto, vedrete il Vostro popolo unito nei legami di
una mutua carità, fiorente nella pietà e nella giustizia, e
quando contemplerete tutti gli altri frutti ammirabili che le Vostre fatiche e
le Vostre veglie avranno prodotto nella Chiesa.
Piaccia a Dio che Noi possiamo, durante il tempo del Nostro Apostolato, e
per il concorso unanime di tutte le Nostre volontà e di tutte le Nostre
cure, veder ritornare quella meravigliosa felicità religiosa che fu
dell’antica età.
Piaccia a Dio che Noi possiamo, Venerabili Fratelli, rallegrarcene insieme,
e goderne in Gesù Cristo nostro Signore! Che questo medesimo Gesù
Cristo ci sostenga sempre con la sua grazia e accenda i nostri cuori dell’amore
di tutto ciò che gli può piacere!
8. Nello
stesso tempo in cui scriviamo questa Lettera a Voi, Venerabili Fratelli, con
altra Lettera concediamo a tutti i Cristiani il Giubileo per implorare –
secondo la tradizione, all’inizio del Nostro Pontificato – l’aiuto divino per
il salutare governo della Santa Chiesa Cattolica.
Chiediamo pertanto a Voi, e Vi supplichiamo, di incitare i popoli affidati
alle Vostre cure ad innalzare devote preghiere con fede, pietà e
umiltà. Infiammateli con le Vostre esortazioni, con i Vostri consigli e
con l’esempio affinché curino sia la propria salvezza, sia i motivi di
pubblico vantaggio della Cristianità.
In pegno del Nostro amore, impartiamo a Voi, Venerabili Fratelli, e ai
fedeli delle Vostre Chiese, la più affettuosa Benedizione Apostolica.
Dato a Roma, presso Santa Maria Maggiore, il 12 dicembre 1769, nell’anno
primo del Nostro Pontificato.
CLEMENTE PP. XIV.
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