Nelle
drammatiche vicende che per lunghissimi anni insanguinarono l’America
meridionale
protesa a realizzare la propria indipendenza (sollecitata soprattutto dagli
scritti e dall’azione di Simone Bolìvar),
il Pontefice Pio VII, memore e vittima delle sofferenze patite a seguito della
degenerazione di altra rivoluzione,
invita i Vescovi a prospettare ai fedeli i gravissimi e terribili danni
che possono derivare dalle ribellioni.
Sebbene siate separati da Noi da un immenso spazio di terre e di mari, Ci
sono tuttavia ben noti, Venerabili Fratelli e diletti Figli, la vostra
pietà e il vostro zelo nella pratica e nella predicazione della
Religione.
Poiché fra gli eccellenti e principali precetti della santissima
Religione che professiamo vi è quello che prescrive la sottomissione di
ogni anima alle autorità superiori, Noi teniamo per certo che nei moti
sediziosi, tanto dolorosi per il Nostro cuore, che si sono sviluppati in
codeste regioni, voi siete stati per il vostro gregge assidui consiglieri e
avete condannato le sedizioni con animo fermo e giusto.
Ciò nondimeno, dato che in terra Noi siamo rappresentanti di Colui
che è il Dio della pace e che, nascendo per redimere il genere umano
dalla tirannide del demonio, volle annunciare la pace agli uomini attraverso i
suoi angeli, abbiamo creduto sia proprio di quella funzione apostolica che,
sebbene senza merito, esercitiamo, di spronarvi ancor di più con questa
Nostra lettera a non tralasciare sforzi per sradicare e distruggere
completamente la funestissima zizzania delle sommosse e delle sedizioni che un
uomo nemico ha seminato costì.
Il che facilmente otterrete, Venerabili Fratelli, se ciascuno di Voi, con
tutto lo zelo possibile, porrà davanti agli occhi del suo gregge i
gravissimi e terribili danni derivanti dalla ribellione; se illustrerà
le virtù singolari ed egregie del carissimo Nostro figlio in Cristo
Ferdinando, Re Cattolico della Spagna e vostro, per il quale nulla è
più prezioso della Religione e della felicità dei suoi sudditi;
e, infine, se illustrerete i sublimi e immortali esempi che hanno dato
all’Europa gli Spagnoli, i quali non esitarono a sacrificare vita e fortune per
dimostrarsi testimoni della Religione e della propria lealtà verso il
Re.
Procurate dunque, Venerabili Fratelli e diletti Figli, di essere pronti ad
assecondare le Nostre paterne esortazioni e i Nostri desideri, raccomandando
col maggiore impegno l’obbedienza e la fedeltà al vostro Re: siate
benemeriti dei popoli affidati alla vostra custodia; accrescete l’affetto che
Noi e il vostro Re già vi professiamo, e per i vostri sforzi e le vostre
fatiche otterrete in cielo la ricompensa promessa da Colui che chiama beati e
figli di Dio i pacifici.
Nel frattempo, con i felici auspici per un impegno tanto illustre e
fruttuoso, Vi impartiamo con amore, Venerabili Fratelli e diletti Figli,
l’Apostolica Benedizione.
Dato a Roma, presso Santa Maria Maggiore, sotto l’anello del Pescatore, il
30 gennaio 1816, anno sedicesimo del Nostro Pontificato.
PIO PP. VII
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