5. Per mezzo della presente Lettera non intendiamo
peraltro – così come nessuno dei Nostri Predecessori fece mai nella
pubblicazione del Giubileo – dispensare su qualche irregolarità
pubblica, occulta o nota, in qualche modo dovuta a difetto, a incapacità
o ad inabilità, e neppure dare facoltà di dispensare, ossia di
abilitare e restituire alla condizione precedente, anche in foro di coscienza,
né intendiamo che la presente Lettera possa o debba favorire coloro che
da Noi, o da qualche prelato o giudice ecclesiastico siano stati scomunicati, sospesi
o interdetti o dichiarati incorsi in altre condanne o censure o pubblicamente
denunziati, se prima non abbiano soddisfatto o preso accordo con le parti in
questione.
Nonostante qualsiasi contraria disposizione, a tutte e a ciascuna
intendiamo derogare, anche se di esse e del loro contenuto fosse stata fatta
specifica menzione espressa ed individua – e non solo per clausole generali e
importanti, o si dovesse tener conto di qualche altra espressione o di qualche
altra forma particolare – pur ritenendo che il loro contenuto e la loro forma
siano espressi nella presente Lettera; questa volta, in esecuzione di quanto
premesso, deroghiamo, respinta ogni eccezione contraria.
Pertanto, i Santi Apostoli Pietro e Paolo, nel potere e
nell’autorità dei quali confidiamo, intercedano per voi tutti presso il
Signore.
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