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Niccolò Machiavelli
Istorie fiorentine

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LIBRO OTTAVO.

 

-1-

 

Sendo il principio di questo ottavo libro posto in mezzo di due congiure, l'una già narrata, e successa a Milano, l'altra per doversi narrare, e seguita a Firenze, parrebbe conveniente cosa, volendo seguitare il costume nostro, che delle qualità delle congiure e della importanza di esse ragionassimo; il che si farebbe volentieri quando, o in altro luogo io non ne avesse parlato, o ella fusse materia da potere con brevità passarla. Ma sendo cosa che desidera assai considerazione, e già in altro luogo detta, la lasceremo indrieto; e passando ad un'altra materia, diremo come lo stato de' Medici, avendo vinte tutte le inimicizie le quali apertamente lo avevono urtato, a volere che quella casa prendesse unica autorità nella città e si spiccasse col vivere civile da le altre, era necessario che ella superasse ancora quelle che occultamente contro gli macchinavano. Perché, mentre che i Medici di pari di autorità e di riputazione con alcune dell'altre famiglie combattevono, potevono i cittadini che alla loro potenza avevono invidia apertamente a quelli opporsi, sanza temere di essere ne' principii delle loro nimicizie oppressi, perché, sendo diventati i magistrati liberi, niuna delle parti, se non dopo la perdita, aveva cagione di temere. Ma, dopo la vittoria del '66, si ristrinse in modo lo stato tutto a' Medici, i quali tanta autorità presono, che quelli che ne erano mal contenti conveniva o con pazienza quel modo del vivere comportassero, o, se pure lo volessero spegnere, per via di congiure e secretamente di farlo tentassero: le quali perché con difficultà succedono, partoriscono il più delle volte a chi le muove rovina, e a colui contro al quale sono mosse grandezza. Donde che quasi sempre uno principe d'una città, da simili congiure assalito, se non è come il duca di Milano ammazzato, il che rade volte interviene, saglie in maggiore potenza, e molte volte, sendo buono, diventa cattivo; perché queste, con lo esemplo loro, gli danno cagione di temere, il temere di assicurarsi, l'assicurarsi di ingiuriare: donde ne nascono gli odii, di poi, e molte volte la sua rovina. E così queste congiure opprimono subito chi le muove, e quello contro a chi le son mosse in ogni modo con il tempo offendono.

 




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