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Niccolò Machiavelli
Istorie fiorentine

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Era Maumetto gran Turco andato con un grandissimo esercito a campo a Rodi, e quello aveva per molti mesi combattuto; non di meno, ancora che le forze sue fussero grandi, e la ostinazione nella espugnazione di quella terra grandissima, la trovò maggiore nelli assediati; i quali con tanta virtù da tanto impeto si defesono, che Maumetto fu forzato da quello assedio partirsi con vergogna. Partito per tanto da Rodi, parte della sua armata, sotto Iacometto bascià, se ne venne verso la Velona; e o che quello vedesse la facilità della impresa, o che pure il signore gliele comandasse, nel costeggiare la Italia pose, in un tratto, quattro mila soldati in terra; e assaltata la città di Otranto, subito la prese e saccheggiò; e tutti gli abitatori di quella ammazzò. Di poi, con quelli modi gli occorsono migliori, e dentro in quella e nel porto si affortificò; e riduttovi buona cavalleria, il paese circunstante correva e predava. Veduto il Re questo assalto, e conosciuto di quanto principe ella fusse impresa, mandò per tutto nunzi a significarlo, e a domandare contro al comune nimico aiuti e con grande instanzia revocò il duca di Calavria e le sue genti che erano a Siena.

 




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