Indice: Generale - Opera | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
Niccolò Machiavelli
Mandragola

IntraText CT - Lettura del testo

Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

Scena sesta. Ligurio, Callimaco, messer Nicia.

 

LIGURIO El dottore fia facile a persuadere; la difficultà fia la donna, ed a questo non ci mancherà modo.

CALLIMACO Avete voi el segno?

NICIA E’ l’ha Siro, sotto.

CALLIMACO Dàllo qua. Oh! questo segno mostra debilità di rene.

NICIA Ei mi par torbidiccio; eppur l’ha fatto ora ora.

CALLIMACO Non ve ne maravigliate. Nam mulieris, uri nae sunt semper maioris grossitiei et albedinis, et mi noris pulchritudinis quam virorum. Huius autem, in caetera, causa est amplitudo canalium, mixtio eorum quae ex matrice exeunt cum urinis.

NICIA Oh! uh! potta di san Puccio! Costui mi raffinisce in tralle mani; guarda come ragiona bene di queste cose!

CALLIMACO Io ho paura che costei non sia, la notte, mal coperta, e per questo fa l’orina cruda.

NICIA Ella tien pure adosso un buon coltrone; ma la sta quattro ore ginocchioni ad infilzar paternostri, innanzi che la se ne venghi al letto, ed è una bestia a patir freddo.

CALLIMACO Infine, dottore, o voi avete fede in me, o no; o io vi ho ad insegnare un rimedio certo, o no. Io, per me, el rimedio vi darò. Se voi arete fede in me, voi lo piglierete; e se, oggi ad uno anno, la vostra donna non ha un suo figliolo in braccio, io voglio avervi a donare dumilia ducati.

NICIA Dite pure, ché io son per farvi onore di tutto, e per credervi più che al mio confessoro.

CALLIMACO Voi avete ad intender questo, che non è cosa più certa ad ingravidare una donna che dargli bere una pozione fatta di mandragola. Questa è una cosa esperimentata da me dua paia di volte, e trovata sempre vera; e, se non era questo, la reina di Francia sarebbe sterile, ed infinite altre principesse di quello stato.

NICIA E’ egli possibile?

CALLIMACO Egli è come io vi dico. E la Fortuna vi ha intanto voluto bene, che io ho condutto qui meco tutte quelle cose che in quella pozione si mettono, e potete averla a vostra posta.

NICIA Quando l’arebbe ella a pigliare?

CALLIMACO Questa sera dopo cena, perché la luna è ben disposta, ed el tempo non può essere più appropriato.

NICIA Cotesto non fia molto gran cosa. Ordinatela in ogni modo: io gliene farò pigliare.

CALLIMACO E’ bisogna ora pensare a questo: che quello uomo che ha prima a fare seco, presa che l’ha, cotesta pozione, muore infra otto giorni, e non lo camperebbe el mondo.

NICIA Cacasangue!. Io non voglio cotesta suzzacchera! A me non l’apiccherai tu! Voi mi avete concio bene!

CALLIMACO State saldo, e’ ci è rimedio.

NICIA Quale?

CALLIMACO Fare dormire sùbito con lei un altro che tiri, standosi seco una notte, a sé tutta quella infezione della mandragola: dipoi vi iacerete voi sanza periculo.

NICIA Io non vo’ far cotesto.

CALLIMACO Perché?

NICIA Perché io non vo’ fare la mia donna femmina e me becco.

CALLIMACO Che dite voi, dottore? Oh! io non vi ho per savio come io credetti. Sì che voi dubitate di fare quel lo che ha fatto el re di Francia e tanti signori quanti sono ?

NICIA Chi volete voi che io truovi che facci cotesta pazzia? Se io gliene dico, e’ non vorrà; se io non gliene dico, io lo tradisco, ed è caso da Otto: io non ci voglio capitare sotto male.

CALLIMACO Se non vi briga altro che cotesto, lasciatene la cura a me.

NICIA Come si farà?

CALLIMACO Dirovelo: io vi darò la pozione questa sera dopo cena; voi gliene darete bere e, sùbito, la metterete nel letto, che fieno circa a quattro ore di notte. Dipoi ci travestiremo, voi, Ligurio, Siro ed io, e andrencene cercando in Mercato Nuovo, in Mercato Vecchio, per questi canti; ed el primo garzonaccio che noi troviamo scioperato lo imbavagliereno, ed a suon di mazzate lo condurreno in casa ed in camera vostra al buio. Quivi lo mettereno nel letto, direngli quel che gli abbia a fare, non ci fia difficultà veruna. Dipoi, la mattina, ne manderete colui innanzi , farete lavare la vostra donna, starete con lei a vostro piacere e sanza periculo.

NICIA Io sono contento, poiché tu di’ che e re e principi e signori hanno tenuto questo modo. Ma sopratutto, che non si sappia, per amore degli Otto!

CALLIMACO Chi volete voi che lo dica?

NICIA Una fatica ci resta, e d’importanza.

CALLIMACO Quale?

NICIA Farne contenta mogliama, a che io non credo che la si disponga mai.

CALLIMACO Voi dite el vero. Ma io non vorrei innanzi essere marito, se io non la disponessi a fare a mio modo.

LIGURIO Io ho pensato el rimedio.

NICIA Come?

LIGURIO Per via del confessoro.

CALLIMACO Chi disporrà el confessoro, tu?

LIGURIO Io, e danari, la cattività nostra, loro.

NICIA Io dubito, non che altro, che per mie detto la non voglia ire a parlare al confessoro.

LIGURIO Ed anche a cotesto è remedio.

CALLIMACO Dimmi.

LIGURIO Farvela condurre alla madre.

NICIA La le presta fede.

LIGURIO Ed io so che la madre è della opinione nostra. Orsù! avanziam tempo, ché si fa sera. Vatti, Callimaco, a spasso, e fa’ che alle ventitré ore noi ti ritroviamo in casa con la pozione ad ordine. Noi n’andreno a casa la madre, el dottore ed io, a disporla, perché è mia nota. Poi n’andreno al frate, e vi raguagliereno di quello che noi aren fatto.

CALLIMACO Deh! non mi lasciar solo.

LIGURIO Tu mi pari cotto.

CALLIMACO Dove vuoi tu ch’io vadia ora?

LIGURIO Di , di qua, per questa via, per quell’altra: egli è sì grande Firenze!

CALLIMACO Io son morto.

 




Precedente - Successivo

Indice: Generale - Opera | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

IntraText® (V89) Copyright 1996-2007 Èulogos SpA