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Clemens PP. XIV
Salutis nostrae

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5. Sfruttate, dunque, universi figli della Chiesa, questo tempo che vi è riservato; non lasciate che questi giorni della salvezza scorrano senza che vi sforziate di cogliere l’immensa opportunità per riconciliarvi con la giustizia divina e per ottenere la grazia. Non lasciate che vi ritardino le fatiche del viaggio e le difficoltà del percorso.

Nessun impedimento può trattenere e ritardare il cammino di coloro che viaggiano per brama di denaro o spinti dalla curiosità di visitare città; non è dunque opportuno essere più lenti, se si paragona l’incomparabile abbondanza delle ricchezze celesti o se ci si accosta ai palazzi di Dio. Le stesse fatiche, intraprese per una così eccellente ragione, vi potranno essere di grande aiuto per ricavare dalla penitenza i frutti più positivi. Perciò la Chiesa ha sempre avuto quest’antica consuetudine, a proposito dei pellegrinaggi, di considerare i fastidi ed i contrattempi incontrati nel cammino come risarcimenti per i peccati precedentemente commessi e come conferma della volontà di pentimento. Se l’ardore del vostro animo o la carità mirante a Dio allevierà o lenirà in voi il disagio per questi fastidi, anche questa alacrità dello spirito avrà gran forza per procurarvi il perdono e sarà ascritta a sconto dei peccati, poiché molto sarà perdonato a chi molto ama. Perciò entrate nella città di Sion e colmatevi della ricchezza della casa del Signore. L’aspetto stesso di questa città, domicilio della fede e della pietà, i sepolcri degli apostoli, i monumenti dei martiri vi spingeranno a compiere la penitenza e a placare il Signore. Quando percorrerete questa terra bagnata dal loro sangue, quando da ogni parte vi verranno incontro le vestigia della loro santità, non potrete che pentirvi profondamente di essere così lontani nell’imitarli e nel seguire le leggi e la religione che voi pure professate di seguire. La maestà dei templi e la dignità del culto divino vi stimoleranno a ricordarvi che siete voi stessi templi del Dio vivo, ed allora v’impegnerete maggiormente ad ornarvi con i doni della grazia divina quanto più foste prima proclivi a violare e contristare lo Spirito Santo. Anche le lacrime degli altri che piangono i loro peccati e i gemiti di coloro che chiedono a Dio il perdono per sé vi spingeranno ad uguale pietà e senso del dolore. Ma in questo vostro dolore e lutto, vi apparirà segno di massimo piacere la stessa moltitudine di persone e di genti convenute per far penitenza e chiedere giustizia.

Nessuna vista potrà esservi più gradita od apparirvi più bella se non questa, che offre agli occhi di tutti lo splendido trionfo della croce e della religione. E soprattutto sarà inarrivabile la Nostra contentezza nel vedere la riunione di quasi tutti i figli della Chiesa. Da questi vostri atteggiamenti di pietà e carità noi deduciamo che nemmeno in futuro Ci verranno meno grandi sussidi ed aiuti. Confidiamo infatti che nelle vostre preghiere a Dio vi ricorderete del vostro padre comune, che vi ama tutti profondamente, e che insieme con Noi, secondo le nostre intenzioni, pregherete il sommo largitore di beni per l’incolumità della fede cattolica; per il ravvedimento di tutti i popoli che si sono allontanati dall’unità con lui; per la tranquillità della Chiesa; per la felicità dei principi cristiani, e con pubbliche suppliche e con preghiere allevierete la Nostra debolezza nel sostenere il gravosissimo impegno.




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