5. Sfruttate, dunque, universi figli della Chiesa, questo
tempo che vi è riservato; non lasciate che questi giorni della salvezza
scorrano senza che vi sforziate di cogliere l’immensa opportunità per
riconciliarvi con la giustizia divina e per ottenere la grazia. Non lasciate
che vi ritardino le fatiche del viaggio e le difficoltà del percorso.
Nessun impedimento può trattenere e ritardare il cammino di coloro che
viaggiano per brama di denaro o spinti dalla curiosità di visitare città; non è
dunque opportuno essere più lenti, se si paragona l’incomparabile abbondanza
delle ricchezze celesti o se ci si accosta ai palazzi di Dio. Le stesse
fatiche, intraprese per una così eccellente ragione, vi potranno essere di
grande aiuto per ricavare dalla penitenza i frutti più positivi. Perciò la
Chiesa ha sempre avuto quest’antica consuetudine, a proposito dei
pellegrinaggi, di considerare i fastidi ed i contrattempi incontrati nel
cammino come risarcimenti per i peccati precedentemente commessi e come
conferma della volontà di pentimento. Se l’ardore del vostro animo o la carità
mirante a Dio allevierà o lenirà in voi il disagio per questi fastidi, anche
questa alacrità dello spirito avrà gran forza per procurarvi il perdono e sarà
ascritta a sconto dei peccati, poiché molto sarà perdonato a chi molto ama.
Perciò entrate nella città di Sion e colmatevi della ricchezza della casa del
Signore. L’aspetto stesso di questa città, domicilio della fede e della pietà,
i sepolcri degli apostoli, i monumenti dei martiri vi spingeranno a compiere la
penitenza e a placare il Signore. Quando percorrerete questa terra bagnata dal
loro sangue, quando da ogni parte vi verranno incontro le vestigia della loro
santità, non potrete che pentirvi profondamente di essere così lontani
nell’imitarli e nel seguire le leggi e la religione che voi pure professate di
seguire. La maestà dei templi e la dignità del culto divino vi stimoleranno a
ricordarvi che siete voi stessi templi del Dio vivo, ed allora v’impegnerete
maggiormente ad ornarvi con i doni della grazia divina quanto più foste prima
proclivi a violare e contristare lo Spirito Santo. Anche le lacrime degli altri
che piangono i loro peccati e i gemiti di coloro che chiedono a Dio il perdono
per sé vi spingeranno ad uguale pietà e senso del dolore. Ma in questo vostro
dolore e lutto, vi apparirà segno di massimo piacere la stessa moltitudine di
persone e di genti convenute per far penitenza e chiedere giustizia.
Nessuna vista potrà esservi più gradita od apparirvi più bella se non
questa, che offre agli occhi di tutti lo splendido trionfo della croce e della
religione. E soprattutto sarà inarrivabile la Nostra contentezza nel vedere la
riunione di quasi tutti i figli della Chiesa. Da questi vostri atteggiamenti di
pietà e carità noi deduciamo che nemmeno in futuro Ci verranno meno grandi
sussidi ed aiuti. Confidiamo infatti che nelle vostre preghiere a Dio vi
ricorderete del vostro padre comune, che vi ama tutti profondamente, e che
insieme con Noi, secondo le nostre intenzioni, pregherete il sommo largitore di
beni per l’incolumità della fede cattolica; per il ravvedimento di tutti i
popoli che si sono allontanati dall’unità con lui; per la tranquillità della
Chiesa; per la felicità dei principi cristiani, e con pubbliche suppliche e con
preghiere allevierete la Nostra debolezza nel sostenere il gravosissimo
impegno.
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