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Guido Cavalcanti
Rime

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  • PARTE SECONDA
    • 38 - S'io fosse quelli che d'amor fu degno
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38 - S'io fosse quelli che d'amor fu degno

 

S'io fosse quelli che d'amor fu degno,

del qual non trovo sol che rimembranza,

e la donna tenesse altra sembianza,

assai mi piaceria siffatto legno.

 

E tu, che se' de l'amoroso regno

onde di merzé nasce speranza,

riguarda se 'l mi' spirito ha pesanza:

ch'un prest' arcier di lui ha fatto segno

 

e tragge l'arco, che li tese Amore,

lietamente, che la sua persona

par che di gioco porti signoria.

 

Or odi maraviglia ch'el disia:

lo spirito fedito li perdona,

vedendo che li strugge il suo valore.

 




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