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Antonio Labriola
Del materialismo storico

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Qui vengono in buon punto alcune formule riassuntive.

Date le condizioni di sviluppo del lavoro, e dei suoi appropriati congrui istrumenti, la struttura economica della società, ossia la forma della produzione dei mezzi immediati della vita, determina sopra un terreno artificiale, in primo luogo e per diretto, tutta la rimanente attività pratice dei consociati, e il variare di tale attività nel processo che chiamiamo storia, e cioè: - la formazione, l'attrito, le lotte e la erosione delle classi; - lo svolgimento corrispettivo dei rapporti regolativi, così del diritto, come della morale; - e le ragioni e i modi di subordinazione e di soggezione, degli uomini verso gli uomini, col rispondente esercizio del dominio e dell'autorità, ciò, insomma, in cui da ultimo si origina e consiste lo stato: e determina in secondo luogo l'indirizzo, e in buona parte, e per indiretto, gli obietti della fantasia e del pensiero, nella produzione dell'arte, della religione e della scienza.

I prodotti di primo e di secondo grado, per gli interessi che creano, per gli abiti che ingenerano, per le persone che coordinano, specificandone l'animo e le inclinazioni, tendono a fissarsi e ad isolarsi come per sé stanti; e di qui nasce la veduta empirica, secondo la quale diversi fattori indipendenti, con propria efficacia e con proprio ritmo di movimento, concorrerebbero a formare il processo storico, e le rispettive configurazioni sociali che successivamente ne resultano. Fattori - se mai cotesta parola deve usarsi - veri e propri e positivi della storia, dalla sparizione del comunismo primitivo in qua, e fino ad ora, furono e sono le classi sociali, in quanto consistono in differenziazioni d'interessi, che si esplicano in determinati modi e forme di opposizione (- da cui di genera l'attrito, il moto, il processo e il progresso -).

Le variazioni della sottostante struttura (economica) della società, che a prima vista ci si manifestano intuitivamente nell'agitarsi delle passioni, si svolgono consapevolmente nelle lotte contro un diritto o per il diritto, e si avverano nello scuotimento e nella rovina di un determinato ordinamento politico, hanno, in realtà, la loro adeguata espressione solo nell'alternarsi delle relazioni esistenti fra le diverse classi sociali. E queste relazioni mutano per l'alterarsi dei rapporti, che precedentemente correano, tra la produttività del lavoro e le condizioni (giuridico-politiche) di coordinamento tra i cooperanti della produzione.

E, in fin delle fini, tali rapporti tra la produttività del lavoro e la coordinazione dei cooperanti si alterano per il mutare degli istrumenti (- nel senso lato della parola -) occorrenti alla produzione. Il processo ed il progresso della tecnica, come sono l'indice, così sono la condizione di ogni altro processo e progresso.

La società è per noi un dato, che noi non possiamo risolvere, oltre a quella maniera di analisi, che si fa riducendo le forme complesse alle più semplici, le moderne alle più antiche: il che è rimanere, però, sempre nel fatto di una società che esiste. La storia non è se non la storia della società; - ossia è la storia del variare della cooperazione umana, dall'orda primitiva allo stato moderno, dalla lotta immediata contro la natura, con pochi ed elementarissimi istrumenti, fino alla struttura economica presente, che culmina nella polarità tra lavoro accumulato (capitale) e lavoro vivo (i proletarii). Risolvere il complesso sociale in semplici individui, e ricomporlo poi con escogitati atti di elezione e di volontà; - costruire, insomma, la società coi ragionamenti, significa sconoscere la natura obiettiva e l'immanenza del processo storico.

Le rivoluzioni, nel senso più esteso della parola, e poi in quello specifico di rovina di un ordinamento politico, segnano le vere e proprie date delle epoche storiche. Guardare di lontano, nei loro elementi, nella loro preparazione e nei loro effetti a lunga scadenza, esse possono parere come i momenti di una evoluzione costante, a minimi di variazione: ma considerate per se stesse sono definite e precise catastrofi; e solo come tali catastrofi hanno carattere di accadimento storico.

 

 




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