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2.2. La verginità, obiettivo formativo universale
C’è già un’indicazione pedagogica notevole che viene da questo chiarimento.
Occorre recuperare la verità del termine <<verginità>>, occorre
sfrondarlo da tutte quelle errate interpretazioni che ne hanno dato un’idea
parziale e artificiale, facendone una cosa esclusiva per alcune categorie
vocazionali nella Chiesa di Dio e strana per tutte le altre.
Ecco il peccato: abbiamo sequestrato l’idea di verginità, rendendola cosa
strana e improbabile; ce ne siamo appropriati, rendendola indecifrabile; ce ne
siamo vantati, forse, rendendola antipatica e supponente; l’abbiamo vissuta per
la nostra perfezione privata, rendendoci poco credibili; l’abbiamo spesso
sopportata con poca gioia e scarso amore, rendendola poco appetibile, quasi
fosse una sventura; abbiamo ritenuto di doverla difendere dal mondo tentatore,
nascondendola sotterra (cf Mt 25,25) o in un fazzoletto (cf Lc 19,20), più che
condividerla. In particolare, l’abbiamo spiritualizzata, togliendole la
concretezza di un cammino pedagogico da proporre anche agli altri, cui
appartiene per natura, e autodispensandoci dalla fatica di cercare quel cammino
abbiamo rischiato noi stessi di capire ben poco di essa, del suo fascino e del
suo mistero.
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