La dama prudente
    Atto, Scena
1 1, 2| Donna Eularia e detti.~ ~EUL. Che cosa fate qui voi? ( 2 1, 2| mandato via dall’anticamera.~EUL. Questo non è il vostro 3 1, 2| le spille; è venuto ora.~EUL. Le spille andatele a prender 4 1, 2| Posso andare in anticamera?~EUL. Andate in sala.~PAGG. ( 5 1, 2| muore di freddo). (da sé)~EUL. A chi dico io? (al Paggio)~ 6 1, 2| Signora, io son geloso.~EUL. Come geloso?~PAGG. Sono 7 1, 2| geloso, come il padrone.~EUL. Come? Che vuol dire questo 8 1, 2| domandatelo a Colombina.~EUL. Colombina, che cosa dice 9 1, 2| Me l’ha detto Colombina.~EUL. Tu l’hai detto? (a Colombina)~ 10 1, 2| parlo con ragazzi). (da sé)~EUL. Animo, via di qua. (al 11 1, 2| E ho d’andare in sala?~EUL. Sì, in sala, dove comando.~ 12 1, 2| fatto il padrone). (parte)~EUL. Che cos’è quest’imbroglio 13 1, 2| ragazzi parlano a caso.~EUL. Ha forse detto qualche 14 1, 2| niente, signora, niente.~EUL. Questa mattina mio consorte 15 1, 2| me l’ha detto. (ridendo)~EUL. (Ecco, il paggio ha parlato). ( 16 1, 2| potreste viver quieta.~EUL. Hai terminata quella scuffia?~ 17 1, 2| terminata. Anderà bene.~EUL. Sì sì, anderà bene. Va 18 1, 2| signora, mi parete turbata.~EUL. Lasciami stare.~COL. Viene 19 1, 2| COL. Viene il padrone.~EUL. Va a fare quello che ti 20 1, 3| Eularia, poi don Roberto.~ ~EUL. Con mio marito non so quasi 21 1, 3| occorre nulla da me? Vado via.~EUL. Andate e tornate presto.~ 22 1, 3| terminato il vostro gioiello.~EUL. Se non uscite che per questa 23 1, 3| porta il vestito nuovo.~EUL. Che importa a me di averlo 24 1, 3| abbiate un vestito nuovo.~EUL. Io sto volentieri in casa; 25 1, 3| invitata, dovete andare.~EUL. Posso mandare a dire che 26 1, 3| facciamo scene, andate.~EUL. Che importa a voi ch’io 27 1, 3| lasciare andare per gelosia.~EUL. Dunque si sa che siete 28 1, 3| non lo sarò. (alterato)~EUL. Via, via, scusatemi, non 29 1, 3| diciate, né che lo pensiate.~EUL. Non mi date delle occasioni...~ 30 1, 4| ROB. Che cosa non dirai?~EUL. Taci. (al Paggio)~ROB. 31 1, 4| dirò più che siate geloso.~EUL. Non gli badate... (a Roberto)~ 32 1, 4| Dov’è Colombina? (furioso)~EUL. Ma quietatevi un poco. 33 1, 4| ambasciata da fare alla padrona.~EUL. Spiegati prima circa la 34 1, 4| marchese Ernesto!) (da sé)~EUL. Oh, m’infastidisce con 35 1, 4| sarà a farle una visita.~EUL. Chi ha egli mandato? (al 36 1, 4| PAGG. Il suo servitore.~EUL. Ditegli che mi scusi; per 37 1, 4| non lo volete ricevere?~EUL. Che volete ch’io faccia 38 1, 4| vergogna. (parte, e poi torna)~EUL. Ma voi, signore, mi volete 39 1, 4| commettiate atti d’inciviltà.~EUL. Ricever visite non è obbligazione.~ 40 1, 4| da lui, che da un altro.~EUL. Ma io non mi curo d’essere 41 1, 4| voglio render ridicolo.~EUL. Non potete venir voi con 42 1, 4| ricevetelo con buona grazia.~EUL. Trattenetevi un poco. Aspettate 43 1, 4| per riverirla. (a Eularia)~EUL. A voi, che dite? (a Roberto)~ 44 1, 4| padrone. (Paggio parte)~EUL. Lo ricevo, perché voi volete 45 1, 4| cavaliere, ed è mio amico.~EUL. Ha un temperamento troppo 46 1, 4| flemma del conte Astolfo.~EUL. Io non cerco nessuno. A 47 1, 5| Signora, a voi m’inchino.~EUL. Serva divota.~MAR. Amico. ( 48 1, 5| come state voi di salute?~EUL. Benissimo, a’ vostri comandi.~ 49 1, 5| riposato la scorsa notte?~EUL. Perfettamente.~MAR. Me 50 1, 5| Perfettamente.~MAR. Me ne rallegro.~EUL. Favorite, accomodatevi.~ 51 1, 5| sfortunato: ho perso al faraone.~EUL. Me ne dispiace infinitamente. 52 1, 5| Eularia, tocchiamoci la mano.~EUL. Sì, volentieri.~ROB. (Stando 53 1, 5| Oh, a rivederci. (forte)~EUL. A pranzo venite presto: 54 1, 5| vedervi alla conversazione.~EUL. Ieri sera sono restata 55 1, 5| che vi avrà trattenuta.~EUL. Sono rimasta sola, solissima.~ 56 1, 5| giudicato ch’egli fosse con voi.~EUL. Non è vero assolutamente. 57 1, 5| chiavi del mio scrittoio?~EUL. No certamente.~ROB. Non 58 1, 5| le trovo in nessun luogo.~EUL. Avete ben guardato?~ROB. 59 1, 5| guardato, e non le trovo.~EUL. Aspettate, guarderò io. 60 1, 5| Marchese, compatite. (parte)~EUL. (Quest’uomo ha dei sospetti). ( 61 1, 5| vostro e del conte Astolfo.~EUL. Non credo che la mia condotta 62 1, 5| pungono su questo punto.~EUL. Io ho ricevuto le vostre 63 1, 5| commissione di vostro marito?~EUL. Sì signore, così è. Non 64 1, 5| chiavi io non le trovo.~EUL. Quanto volete scommettere, 65 1, 5| trovo sono imbrogliatissimo.~EUL. Caro Marchese, datemi licenza. 66 1, 5| MAR. Accomodatevi pure.~EUL. (Anderò via, e sarà finita). ( 67 1, 5| Cercatele e tornate presto.~EUL. (Oh, non ci torno più). ( 68 1, 6| Astolfo vorrebbe riverirla.~EUL. Ora con queste chiavi perdute, 69 1, 6| due, che con uno). (da sé)~EUL. Potete dirgli l’accidente 70 1, 6| solleverò del disturbo.~EUL. Siete padrone di accomodarvi 71 1, 7| Eularia è restata in casa.~EUL. Sì, ci sono stata volentierissimo, 72 1, 7| tenervi compagnia in casa.~EUL. In casa mia sapete ch’io 73 1, 7| Conte sarà la sua compagnia.~EUL. Il signor conte non vorrà 74 1, 7| grazia di donna Eularia.~EUL. È vero, non è per tutti, 75 1, 7| Conte non può dir così.~EUL. Il Conte può dire tutto 76 1, 7| può dispor di se stessa.~EUL. Signori miei, ve la discorrete 77 1, 7| decidere, e che ha deciso.~EUL. Ho deciso? E come?~MAR. 78 1, 7| voi mi fate insuperbire.~EUL. Marchese, voi mi formalizzate.~ 79 1, 7| vivo, la parte si risente.~EUL. Orsù, tronchiamo questo 80 1, 7| cuore di donna Eularia.~EUL. Il mio cuore l’ho disposto 81 1, 7| avere uno anche per voi.~EUL. Eh signori, che maniera 82 1, 7| sì pungente rimprovero.~EUL. Lo applichi a se stesso 83 1, 8| ROB. Eccomi di ritorno.~EUL. Avete fatto benissimo. 84 1, 8| Per qual motivo?) (da sé)~EUL. Avrete avuto il gioiello: 85 1, 8| alla volta di questa casa.~EUL. Che vuole donna Rodegonda?~ 86 1, 8| a bevere la cioccolata.~EUL. Non abbiamo a vederci seco 87 1, 8| farci conoscere. Andiamo.~EUL. Quando volete così, andiamo. 88 1, 8| complimentare la forestiera.~EUL. Io anderò da me nella mia 89 1, 8| cavalli state benissimo.~EUL. Signori, i vostri complimenti 90 1, 8| osserva attentamente)~EUL. Non v’incomodate. (al Conte, 91 1, 8| attenzione, nascostamente)~EUL. (Mio marito freme e vuol 92 1, 12| detti. Tutti si salutano.~ ~EUL. Serva, donna Rodegonda; 93 1, 12| venuta ad onorar la mia casa.~EUL. Spero che col vostro mezzo 94 1, 12| donne. (piano ad Eularia)~EUL. Mio marito è un uomo che 95 1, 12| loro un sì grande incomodo.~EUL. Dice bene mio marito. Allontaniamoci 96 1, 12| ho detto per una facezia.~EUL. (Certamente questa cosa 97 1, 12| abbandonarci. (a donna Eularia)~EUL. Sarò con voi a servirla.~ 98 1, 12| Eularia, dite qualche cosa.~EUL. Io dico che mi piacerebbe 99 1, 12| nostre amabili conversazioni.~EUL. Io penso forse diversamente.~ 100 1, 12| fare un sì tristo cambio.~EUL. Quanto lo farei volentieri!~ 101 1, 12| Non posso trattenermi.~EUL. M’immagino che vorrete 102 1, 12| con vostra buona licenza.~EUL. Sentite...~ROB. Tornerò. ( 103 1, 12| cosa per il capo). (da sé)~EUL. (Povero don Roberto, egli 104 1, 13| Tutto sta nell’avvezzarsi.~EUL. Io mi avvezzerei facilmente.~ 105 1, 13| E il Conte non corbella.~EUL. Orsù, finiamola. Vi siete 106 1, 13| alterate per così poco.~EUL. Io non mi altero.~RODEG. 107 1, 13| con quei poveri cavalieri.~EUL. Io non ho collera con nessuno.~ 108 1, 13| Rimetteteli nella vostra grazia.~EUL. Non posso rimetterli in 109 1, 14| ROB. Servo di lor signori.~EUL. Che ha vostra zia?~ROB. 110 1, 14| consolazione di vedervi.~EUL. Sì, dite bene; andiamola 111 1, 14| Verremo questa sera da voi.~EUL. Mi farete un onor singolare.~ 112 1, 14| Signora, sono a servirvi.~EUL. Perdonatemi. Non mi par 113 1, 14| questa occasione). (da sé)~EUL. Don Roberto, andiamo. ( 114 2, 1| Eularia e don Roberto.~ ~EUL. Che damina garbata è quella 115 2, 1| con delle buone massime.~EUL. Le buone massime s’insegnano 116 2, 1| insegnano, ma non si osservano.~EUL. Don Roberto, voi siete 117 2, 1| si può essere d’un umore.~EUL. È qualche tempo che vi 118 2, 1| ROB. Quanto tempo sarà?~EUL. Se ho a dire il vero, mi 119 2, 1| guarderete con un altr’occhio.~EUL. In quanto a me, sono la 120 2, 1| Dunque m’avrò cambiato io.~EUL. Potrebbe darsi.~ROB. Mi 121 2, 1| voi occasion di cambiarmi?~EUL. Certamente io non lo so.~ 122 2, 1| troverete in voi la cagione.~EUL. Io non so d’avervi dato 123 2, 1| come se io fossi geloso.~EUL. Non dico che siate geloso, 124 2, 1| ho occasione di esserlo?~EUL. No certamente. In primo 125 2, 1| fare innamorare per forza.~EUL. Non mi pare di essere soverchiamente 126 2, 1| per piacere agli altri.~EUL. Io non faccio...~ROB. Non 127 2, 1| appropriate, saprete di meritarle.~EUL. Caro don Roberto, se vi 128 2, 1| Spero quanto prima risanerà.~EUL. Sì, sì, sta quasi bene 129 2, 1| tutto.~ROB. Come lo sapete?~EUL. Ieri ho mandato a vedere 130 2, 1| mattina stava per morire.~EUL. Stava per morire? Poverina! ( 131 2, 1| ROB. Come! Non lo credete?~EUL. Sì, sì, lo credo. (con 132 2, 1| chi lo è, chi non lo è.~EUL. Dunque maledite tutte le 133 2, 1| ROB. Io solo, io solo.~EUL. Ma perché?~ROB. Perché 134 2, 1| ROB. Perché sono un pazzo.~EUL. Caro don Roberto, che cosa 135 2, 1| e cento altri imbarazzi.~EUL. Anche la moglie v’imbarazza?~ 136 2, 1| Credete che a voi non pensi?~EUL. Spererei che il pensare 137 2, 1| ROB. No... non mi pena.~EUL. Via, caro consorte, state 138 2, 1| questa terra.~ROB. (Sospira)~EUL. Ma perché sospirate?~ROB. 139 2, 1| noi e staremo in quiete.~EUL. Sì, staremo benissimo. 140 2, 1| campagna non voglio nessuno.~EUL. Bene, staremo da noi.~ROB. 141 2, 1| senza la conversazione.~EUL. Quelle sono persone da 142 2, 1| che volete stare con me?~EUL. Certo, l’ho detto e lo 143 2, 1| un mese; almeno un mese.~EUL. Un mese? Sempre, sempre, 144 2, 2| il mio tormento). (da sé)~EUL. Che vuole?~PAGG. Ha da 145 2, 2| regalo!) (da sé) Un regalo?~EUL. Digli che lo ringrazio, 146 2, 2| io sono diventato geloso.~EUL. L’amicizia che egli ha 147 2, 2| servitore. (il Paggio parte)~EUL. (Se sapesse tutto, non 148 2, 3| che costa poco). (da sé)~EUL. Dite al vostro padrone, 149 2, 3| contento?~ROB. Sì, fate voi.~EUL. Quel giovane, tenete. ( 150 2, 3| qualche mistero). (da sé)~EUL. Così non abbiamo obbligazione 151 2, 3| assicura del suo gradimento.~EUL. Voi ora interpretate sinistramente 152 2, 3| sua prudenza? (con ironia)~EUL. Con voi non so come vivere.~ 153 2, 3| fastidioso. Lo conosco.~EUL. In verità, sempre mi tormentate.~ 154 2, 4| Dove comanda si mettano?~EUL. Non mi pare di darvi occasione 155 2, 4| Bellissime queste pere!~EUL. Dopo ch’io son vostra moglie, 156 2, 4| ROB. Sono di spalliera.~EUL. Pare che siate pentito 157 2, 4| pere! (coi denti stretti)~EUL. Sempre motteggi, sempre 158 2, 4| delle pere dalla finestra)~EUL. Ecco qui. Ora siete arrabbiato, 159 2, 4| getta via delle pere)~EUL. Io mi sento morire. (piange)~ 160 2, 4| con una pera in mano)~EUL. Per carità, lasciatemi 161 2, 4| pezzo di pera coi denti)~EUL. Morirò, creperò, sarete 162 2, 4| la pera che ha in mano)~EUL. Zitto, che vien Colombina.~ 163 2, 4| mi volete far disperare.~EUL. Abbiate prudenza. Non ci 164 2, 5| contenta, che se lo provasse.~EUL. Ora non ho volontà di provarlo.~ 165 2, 5| Per parer belle). (da sé)~EUL. Non mi dispiace, è galante.~ 166 2, 5| questo è assai più bello.~EUL. Che dite, don Roberto, 167 2, 5| ROB. Animo, via di qua.~EUL. Per dire il vero, il goliè 168 2, 5| uomo indiavolato!) (da sé)~EUL. Via, a don Roberto non 169 2, 6| Eularia, poi il paggio.~ ~EUL. Ho piacere che abbiate 170 2, 6| alcune altre insostenibile.~EUL. Qualche volta siete stravagante.~ 171 2, 6| ancor io.~PAGG. Signora.~EUL. Che vuoi?~PAGG. Un viglietto...~ 172 2, 6| Eularia, con caricatura)~EUL. Apritelo voi.~ROB. Io non 173 2, 6| entrare ne’ fatti suoi.~EUL. Apritelo voi, o lo rimando 174 2, 6| licenza? (con ironia)~EUL. Via, non mi tormentate.~ 175 2, 6| diavolo! Ch’ho io mai fatto?~EUL. Vedete quel che producono 176 2, 6| da sé, porta via le pere)~EUL. Oh Dio! Mi dispiace che 177 2, 6| Marchese bisogna battersi.~EUL. Caro marito, no, se mi 178 2, 6| sfida, non posso ritirarmi.~EUL. E la vostra riputazione? 179 2, 6| ROB. Io non sono geloso.~EUL. Non basta non esserlo. 180 2, 6| Marchese e gli parlerò.~EUL. Ma che cosa gli direte?~ 181 2, 6| niente, lo manderò da voi.~EUL. Ma perché lo manderete 182 2, 6| facile trovar una scusa.~EUL. Che scusa volete ch’io 183 2, 6| cavaliere deve appagarsi.~EUL. Troviamo un altro pretesto, 184 2, 6| non si può fare a meno.~EUL. Ma siateci anche voi.~ROB. 185 2, 6| tempo soli). (da sé, parte)~EUL. Venga pure il marchese 186 2, 8| Donna Eularia e detti.~ ~EUL. Qui si chiacchiera, e non 187 2, 8| subito. (parte, poi ritorna)~EUL. Cara Colombina, io di voi 188 2, 8| paggio è tanto ragazzo...~EUL. È ragazzo, è vero; ma sta 189 2, 8| cogli uomini.~PAGG. Signora.~EUL. Che cosa c’è?~PAGG. Il 190 2, 8| vorrebbe farle le fusa torte.~EUL. Come?~COL. Zitto.~EUL. 191 2, 8| EUL. Come?~COL. Zitto.~EUL. Che hai detto?~PAGG. Il 192 2, 8| per fare le fusa torte.~EUL. Povera me! Che cosa sento?~ 193 2, 8| diavolo maledetto!) (da sé)~EUL. Chi ti ha insegnato a dire 194 2, 8| parole?~PAGG. Colombina.~EUL. Colombina! (guardandola)~ 195 2, 8| ha insegnato Colombina.~EUL. Orsù, di’ al Marchese che 196 2, 8| non sa che cosa si dica.~EUL. Badate a voi, e non fate 197 2, 8| Signora, per amor del cielo...~EUL. Basta, ora non ho tempo 198 2, 8| indifferenza.~COL. Credetemi...~EUL. Andate via.~COL. (Ecco 199 2, 9| Donna Eularia sola.~ ~EUL. Io ho paura che per quanto 200 2, 10| Signora, a voi m’inchino.~EUL. Signore, compatite di grazia 201 2, 10| una dama mi chieda scusa.~EUL. Son persuasa della vostra 202 2, 10| Sarà stato un accidente.~EUL. Sì, è stato il paggio. 203 2, 10| io. È stato il padrone.~EUL. Via di qua, disgraziato.~ 204 2, 10| stato io.~MAR. Don Roberto?~EUL. Non gli badate. Via di 205 2, 10| maledette le pere e chi...~EUL. Impertinente. (gli uno 206 2, 11| Un servitore e detti.~ ~EUL. Cacciate via costui. In 207 2, 11| torte. (parte col Servitore)~EUL. (Mai più ragazzi in casa. 208 2, 11| sieno dei torbidi). (da sé)~EUL. Quel ragazzaccio mi fa 209 2, 11| tutto quello che dite voi.~EUL. Sappiate, per dirvi la 210 2, 11| in disagio per causa mia.~EUL. Per me sto benissimo. Ho 211 2, 11| essere in un mondo nuovo.~EUL. Una donna di spirito si 212 2, 11| che ella sia spiritosa?~EUL. Quattro, e quattr’otto, 213 2, 11| Signora, fate voi dei conti?~EUL. Perdonatemi, sono distratta 214 2, 11| comunicarmi la vostra idea.~EUL. La cosa è fatta, e ho di 215 2, 11| prendete soggezione di me.~EUL. Oh scusatemi, so il mio 216 2, 11| sarto, e lo farò passare.~EUL. No, no, trattenetevi. Io 217 2, 11| allacciar qualche busto.~EUL. Buon pro vi faccia. In 218 2, 11| aspettare quel povero sarto.~EUL. Non potrei aver la finezza 219 2, 11| grado di darvi soggezione?~EUL. Io me la prendo di tutti.~ 220 2, 11| prendere, fuor che di me.~EUL. Qualche volta me la prendo 221 2, 12| che vorrebbe riverirla.~EUL. (Oimè! Ecco un altro impiccio). ( 222 2, 12| non vi provate il mantò.~EUL. (Se non lo ricevo, sapendo 223 2, 12| tutta la vostra libertà.~EUL. Perdonatemi, signor Marchese, 224 2, 12| parte)~MAR. Ma il sarto...~EUL. Sedete.~MAR. Ora che viene 225 2, 12| avete volontà di sedere.~EUL. Quando prego voi di sedere, 226 2, 12| il Marchese lo saluta)~EUL. Accomodatevi. (il Conte 227 2, 12| momento, se me lo comanda.~EUL. Non sono tanto incivile 228 2, 12| aveva quando ero io solo.~EUL. Signor Marchese, voi parlate 229 2, 12| premeva provare il mantò?~EUL. È verissimo.~MAR. Ed ora 230 2, 12| mantò non si pensa più.~EUL. Ci penso, ma so le mie 231 2, 12| possesso, non temete rivali.~EUL. E siam da capo. Marchese, 232 2, 12| collera è contro di me.~EUL. La mia collera la rivolgo 233 2, 12| Marchese, non mi fate paura.~EUL. Elà, rammentatevi dove 234 2, 12| MAR. Vi domando perdono.~EUL. Siete troppo sulfureo, 235 2, 12| egli mi va insultando.~EUL. In faccia d’una dama non 236 2, 12| ci rivedremo. (s’alza)~EUL. Deh, per amor del cielo, 237 2, 12| dall’idolo male accettati!~EUL. Via, mi consolo veder calmate 238 2, 14| Roberto ed il servitore.~ ~EUL. Oh Dio! Ch’è questo? Cavalieri, 239 2, 14| La collera mi trasporta.~EUL. Oimè, ecco mio marito.~ 240 2, 14| Colla spada alla mano?~EUL. Don Roberto, non avete 241 2, 14| Colla spada alla mano?~EUL. Badate a me. Questi due 242 2, 14| volete. (il Servitore parte)~EUL. Imparate a meglio trattar 243 2, 16| domani perdiamo donna Emilia.~EUL. Perché, donna Emilia, partir 244 2, 16| ritorneremo al nostro castello.~EUL. Perché non trattenersi 245 2, 16| stacca un giorno da casa sua.~EUL. Lodo infinitamente il buon 246 2, 16| un giorno lontana da sé.~EUL. Anche in questo fa bene. 247 2, 19| Giuocheremo a primiera.~EUL. Primiera è un giuoco d’ 248 2, 19| pare che così stiamo bene?~EUL. Per me sto benissimo. Mi 249 2, 19| dispor peggio?) (da sé)~EUL. Cara amica, servitevi voi, 250 2, 19| e noi restiamo qui soli.~EUL. Spero che non partiranno; 251 2, 19| degni di lasciarsi servire.~EUL. Caro marito, pregate voi 252 2, 19| ridere la conversazione.~EUL. Meno parole servivano per 253 2, 19| che giuocherà, giuocherà.~EUL. Giuocherò, giuocherò. Eccomi 254 2, 19| piano a donna Eularia)~EUL. (Il partito che ho fatto 255 2, 19| forte all’altro tavolino)~EUL. Sinora non v’è svario.~ 256 2, 19| svario.~ROB. Sento taroccare.~EUL. Quando si giuoca, non si 257 2, 19| carte). (a donna Eularia)~EUL. (Io non gliele ho mostrate).~ 258 2, 19| veduto io, come avete fatto).~EUL. (No, da dama d’onore).~ 259 2, 19| davvero). (da sé, ascoltando)~EUL. (Per amor del cielo, acquietatevi).~ 260 2, 19| forte all’altro tavolino)~EUL. Niente, niente. Si giuoca.~ ~ ~ ~ 261 2, 20| impertinenza). (a donna Eularia)~EUL. (Così poco stimate le suppliche 262 2, 20| perde? (all’altro tavolino)~EUL. Non vi è gran differenza. ( 263 2, 20| insieme. (saluta e parte)~EUL. (Oh Dio! Si batteranno. 264 2, 20| vi fossero delle novità.~EUL. Vi dirò, tutti due l’hanno 265 2, 20| donna Eularia, sentite?~EUL. Se voi non li ricevete, 266 2, 20| servo io). (da sé, e parte)~EUL. Oh Dio! Che cosa sarà? 267 3, 1| Donna Eularia sola.~ ~EUL. Che notte inquieta, che 268 3, 2| Signora, eccomi ad obbedirvi.~EUL. Mi spiace, poveruomo, 269 3, 2| espor la vita, se occorre.~EUL. Avete svegliato il paggio 270 3, 2| ricevere i vostri comandi.~EUL. Sentite quante cose voglio 271 3, 2| darei la vita per voi.~EUL. Trovate immediatamente 272 3, 2| né l’altro, lo sappiano.~EUL. Or ora lo sapranno. Fate 273 3, 2| ubbidita. (in atto di partire)~EUL. Fermatevi, non ho finito. 274 3, 2| fatto qualche impertinenza?~EUL. Non cercate altro. Li mando 275 3, 2| ANS. Il padrone lo sa?~EUL. Per ora non sa nulla. A 276 3, 2| senza sua intelligenza.~EUL. Questo è pensier mio. Condurrò 277 3, 2| una dama savia e prudente.~EUL. Un’altra cosa di maggior 278 3, 2| Comandatemi, farò tutto.~EUL. Voi conoscete il marchese 279 3, 2| qui alla conversazione.~EUL. Sappiate che ieri sera 280 3, 2| la più esatta cautela...~EUL. Non perdete tempo. Tre 281 3, 2| prontamente fatto. (parte)~EUL. Anselmo è un uomo dabbene. 282 3, 3| ancora sul primo sonno.~EUL. Colombina carissima, in 283 3, 3| vostra qualche mala azione?~EUL. No, anzi farò un benservito 284 3, 3| Licenziate anche mio fratello?~EUL. Sì, anche lui. Non vi lascierei 285 3, 3| contenermi di non piangere.~EUL. Via, sei una buona figliuola; 286 3, 3| perché mai mi mandate via?~EUL. Ti dirò, cara Colombina: 287 3, 3| servire in questa città.~EUL. No; ti voglio rimandar 288 3, 3| due o tre giorni di tempo.~EUL. Vi è l’occasione del calesse 289 3, 3| detto qualche parola...~EUL. Io non mi lamento di te, 290 3, 3| COL. Vi domando perdono...~EUL. Via, via, basta così.~COL. 291 3, 3| baci la mano. (piangendo)~EUL. Tieni.~COL. Pazienza.~EUL. 292 3, 3| EUL. Tieni.~COL. Pazienza.~EUL. Mandami tuo fratello.~COL. 293 3, 3| sì. Pazienza. (piangendo)~EUL. Il cielo ti benedica e 294 3, 4| servitore e il paggio.~ ~EUL. Costei m’intenerisce; ma 295 3, 4| nessuno?~SERV. Illustrissima.~EUL. È levato il paggio?~SERV. 296 3, 4| SERV. Io non l’ho veduto.~EUL. Hai veduta tua sorella?~ 297 3, 4| SERV. Illustrissima sì.~EUL. Ti ha detto che devi partire?~ 298 3, 4| partire?~SERV. Me l’ha detto.~EUL. Ebbene, che cosa dici?~ 299 3, 4| quello che ella comanda.~EUL. Hai da aver nulla di salario?~ 300 3, 4| pagato per tutto il mese.~EUL. Non importa. Tieni questo 301 3, 4| volentieri a veder il mio paese.~EUL. Ho piacere. Anselmo vi 302 3, 4| Anderò a riverire il padrone.~EUL. Non importa; glielo dirò 303 3, 4| sempre soggezione). (da sé)~EUL. Ecco il paggio; andate, 304 3, 4| Illustrissima, perdoni...~EUL. Via, via. Il cielo vi dia 305 3, 4| V.S. illustrissima. (parte)~EUL. Volesse il cielo che se 306 3, 4| mortificato, senza parlare)~EUL. Venite qui.~PAGG. (Si accosta 307 3, 4| Si accosta con paura)~EUL. Avete paura?~PAGG. Mi 308 3, 4| PAGG. Mi degli schiaffi!~EUL. Ditemi, volete andare da 309 3, 4| padre?~PAGG. Signora sì.~EUL. Anderete volentieri al 310 3, 4| paese?~PAGG. Signora sì.~EUL. Non v’importa lasciar questa 311 3, 4| casa?~PAGG. Signora no.~EUL. Non v’importa andar via 312 3, 4| da me?~PAGG. Signora no.~EUL. Siete in collera, perché 313 3, 4| Piange e non risponde)~EUL. Via, tenete questo zecchino.~ 314 3, 4| Lo prende senza parlare)~EUL. Portatelo a vostra madre.~ 315 3, 4| madre.~PAGG. Signora sì.~EUL. Or ora anderete via.~PAGG. 316 3, 4| anderete via.~PAGG. Signora sì.~EUL. Anderete a cavallo.~PAGG. 317 3, 4| Evviva, anderò a cavallo.~EUL. Avrete paura?~PAGG. Signora 318 3, 5| Signora, ho fatto tutto.~EUL. Così presto?~ANS. Ho fatto 319 3, 5| presto?~ANS. Ho fatto tutto.~EUL. Paggio, andate nella vostra 320 3, 5| ordini del governatore.~EUL. Dunque saranno in casa 321 3, 5| è la moglie del giudice.~EUL. Si sa che abbiano i cavalieri 322 3, 5| non li avrà esaminati.~EUL. (Oh, se potessi loro parlare 323 3, 5| cameriere di donna Rodegonda.~EUL. Sa perché si battessero 324 3, 5| ANS. Non lo sa certamente.~EUL. (Mi preme che non lo sappia 325 3, 5| Io li conduco via subito.~EUL. (Se la macchina che ho 326 3, 7| Eularia ed il suddetto.~ ~EUL. Dove, don Roberto?~ROB. 327 3, 7| ROB. A cercare di voi.~EUL. Eccomi.~ROB. Perché levarvi 328 3, 7| Perché levarvi sì presto?~EUL. Non mi pare sia tanto di 329 3, 7| tempo è che vi siete alzata?~EUL. Non è molto.~ROB. Perché 330 3, 7| non mi avete svegliato?~EUL. Vi ho lasciato dormire, 331 3, 7| avete dormito nemmeno voi.~EUL. Certamente. Non ho potuto 332 3, 7| potete dormire? (alterato)~EUL. Non posso trovar riposo, 333 3, 7| Qualche cosa è seguita.~EUL. Non è seguito niente. Tanto 334 3, 7| volevano con le spade). (da sé)~EUL. Caro marito, facciamo di 335 3, 7| si può vivere ritirati.~EUL. Chi ci obbliga di abitare 336 3, 7| anderei a star volentieri.~EUL. Delle case comode se ne 337 3, 7| voi presto vi annoiereste.~EUL. Io ci starei col maggior 338 3, 7| pronta a ricever visite.~EUL. Vi dirò, mi sono vestita 339 3, 7| sarà pieno di cavalieri.~EUL. A buon’ora non vi sarà 340 3, 7| E voi con chi anderete?~EUL. Spero che voi verrete con 341 3, 7| con me.~ROB. Io? Perché?~EUL. Vi corre debito egualmente 342 3, 7| dama.~ROB. Sì, andiamo.~EUL. Caro marito, vi vorrei 343 3, 7| Dite; farò tutto per voi.~EUL. Vorrei che andassimo voi 344 3, 7| paese.~ROB. A Castelbuono?~EUL. Sì, a Castelbuono.~ROB. 345 3, 7| dell’animo di donna Emilia?~EUL. Lasciate il pensiere a 346 3, 7| di Castelbuono!) (da sé)~EUL. Non perdiamo tempo. Risolviamo, 347 3, 7| il Marchese ed il Conte.~EUL. Facciamo così: anderò io, 348 3, 7| ci staremo a Castelbuono?~EUL. Otto, dieci giorni, quanto 349 3, 8| vestire, e a voi devo parlare.~EUL. Fatevi vestire da Anselmo.~ 350 3, 8| paggio? Dov’è Fabrizio?~EUL. Il paggio verrà con me 351 3, 8| che si distrugga. (parte)~EUL. Ebbene, com’è andata? ( 352 3, 8| aspetta di montar a cavallo.~EUL. Avvertite di non lasciar 353 3, 8| sarete contenta. (parte)~EUL. Sempre più mi lusingo che 354 3, 11| Eularia e donna Rodegonda.~ ~EUL. Amica, compatite se vengo 355 3, 11| mi sono le vostre grazie.~EUL. Ditemi, donna Emilia parte 356 3, 11| Partirà da qui a pochore.~EUL. Cara donna Rodegonda, io 357 3, 11| avete tutto l’arbitrio.~EUL. Sapete che io di salute 358 3, 11| una sì amabile compagnia.~EUL. Ma s’ella non mi accorda 359 3, 11| vedrete balzar dal contento.~EUL. Aspettate un momento. Ditemi, 360 3, 11| terrene di questa casa.~EUL. Si sa il perché?~RODEG. 361 3, 11| trovati che si battevano.~EUL. Si battevano? Per qual 362 3, 11| Ancora non si sa cosa alcuna.~EUL. Donna Rodegonda, probabilmente 363 3, 11| che non è tanto facile.~EUL. Lo so, a tutti sarebbe 364 3, 11| di questi due cavalieri.~EUL. Tanto meglio. Potete introdurmi 365 3, 11| voler con essi parlare?~EUL. Una premura onesta, ma 366 3, 11| cielo, che non si sappia.~EUL. Fidatevi d’una dama d’onore. 367 3, 11| Emilia per voi. (parte)~EUL. Il cielo mi va assistendo. 368 3, 13| Siete voi venuta per me?~EUL. Non son venuta per voi.~ 369 3, 13| cagione qui vi conduce?~EUL. La saprete fra poco.~CON. 370 3, 13| qualche cosa che mi consoli.~EUL. Parlerò, quando mi sarà 371 3, 13| parlare.~CON. Ma quando?...~EUL. Ecco il Marchese.~CON. 372 3, 13| Marchese.~CON. Il mio nemico?~EUL. Ricordatevi che una dama 373 3, 14| le sue visite al Conte?~EUL. Non potete dire che io 374 3, 14| avete fatto trasportar qui?~EUL. Sì. Io.~MAR. Per darmi 375 3, 14| soffrire qualche cosa di più?~EUL. Cavalieri, chi di voi conosce 376 3, 14| conoscerlo fin dalla culla.~EUL. Chi conosce l’onore, saprà 377 3, 15| Eularia, avete voi terminato?~EUL. Sì, ho quasi finito.~RODEG. 378 3, 15| che mio marito ritorna.~EUL. Che notizie abbiamo circa 379 3, 15| si rimettano in libertà.~EUL. Ecco: questi due cavalieri 380 3, 15| contentissima d’avervi seco.~EUL. Cavalieri, fra poco uscirete 381 3, 17| momenti dobbiamo partire.~EUL. Mi ha rappresentato donna 382 3, 17| I favori li ricevo io.~EUL. Don Roberto, avete voi 383 3, 17| sempre l’ho trovato impedito.~EUL. Se volete vederlo, ora 384 3, 18| Rodegonda e donna Emilia.~ ~EUL. Dunque mi assicurate, signora 385 3, 18| farete torto alla mia casa.~EUL. Per qualche giorno potrei 386 3, 18| volete stare per sempre?~EUL. Chi sa?~EMIL. Non fate 387 3, 19| Domandatelo a donna Eularia.~EUL. Certo io lo so. Il signor 388 3, 20| aspetta il nostro comodo.~EUL. Marito mio carissimo, voi 389 3, 20| Noi non abbiamo parlato.~EUL. La ragione per cui sono 390 3, 20| Anco sempre, se volete.~EUL. Anco sempre?~ROB. Sì, per 391 3, 20| contentarvi lo farò volentieri.~EUL. Quand’è così, andiamo immediatamente.~ 392 3, 20| casa nostra che ne faremo?~EUL. Dopo qualche tempo verrete 393 3, 20| cosa faremo di Colombina?~EUL. Colombina e suo fratello 394 3, 20| paggio lo condurremo con noi?~EUL. Il paggio? Non sapete quel 395 3, 20| servitori li condurremo con noi.~EUL. Sì. (Gli altri non sanno 396 3, 20| vivere ritirato. (parte)~EUL. Io mi aspetto godere una
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