Carlo Goldoni
La fiera di Sinigaglia

ATTO TERZO

SCENA TERZA   Giacinta ed Orazio

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SCENA TERZA

 

Giacinta ed Orazio

 

ORA.

Griffo è un gran galantuom.

GIAC.

Se vi chiedesse,

Per premio a sue fatiche,

Che a lui voi mi cedeste,

Ditemi, Orazio mio, cosa fareste?

ORA.

Non lo so in verità:

Troppo alla sua bontà sono obbligato.

GIAC.

Sì, gli sareste grato

Cedendogli il mio cor placidamente.

Io non feci niente,

Sciagurato, per voi?

ORA.

Faceste assai,

E vi prometto non lasciarvi mai.

GIAC.

Ma pur, se si trattasse

O d'andare in prigione, o abbandonarmi?

ORA.

Voi volete tentarmi,

Ed io risponderò:

Prigion, signora no.

GIAC.

Sì, vi ho capito:

Questo è dunque l'amor che per me avete?

Andate pur, che un perfido voi siete.

 

Povere femmine!

Chi sente gli uomini,

Noi siam le barbare

Senza pietà.

Essi c'ingannano,

Crudeli e perfidi,

E poi ci accusano

D'infedeltà.

Ma che ingiustizia!

Che crudeltà!

Maggior malizia,

No, non si .

Noi siam le misere

Che tutto credono;

Da voi succedono

Le falsità. (parte)

 

 

 


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