Carlo Goldoni
La fiera di Sinigaglia

ATTO TERZO

SCENA OTTAVA   Griffo, Orazio, Giacinta e detti.

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SCENA OTTAVA

 

Griffo, Orazio, Giacinta e detti.

 

GRI.

Sì, coi ducento scudi

Giustamente all'avaro

Per il vostro coton di man levati,

I creditori vostri ho accomodati.

ORA.

Oh Griffo benedetto,

Voi mi deste la vita. In ricompensa

Di quel che avete fatto,

Vi darò un ferraiolo di scarlatto.

GRI.

Ed io l'accetterò che ne ho bisogno,

E di onesta mercé non mi vergogno.

ORA.

Or voglio immantinente

Dispormi al partir mio.

GIAC.

Voglio venire anch'io.

ORA.

Venite pure.

GIAC.

Ma dovrete sposarmi.

ORA.

Sì, sì, vo' maritarmi;

Finor la libertà mi ha rovinato.

Forse mi cangierò, cangiando stato.

GIAC.

Quando mi sposerete?

ORA.

Ora ancor, se volete.

GIAC.

Griffo, venite qua. Ehi, signor Conte,

Favorisca ella pure.

Del nostro matrimonio

Serviran tutti due per testimonio. (Si danno la mano)

LIS.

Mi rallegro con voi. (a Giacinta)

GIAC.

Povera figlia!

Mi dispiace vedervi

Raminga e sfortunata.

LIS.

No, no, son maritata:

Il Conte è mio marito,

Ed ho avuto una pingue eredità.

CON.

Io l'ho sposata per la nobiltà.

GIAC.

Mi consolo davver.

 

 

 


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