Carlo Goldoni
La buona famiglia

ATTO PRIMO

SCENA SECONDA

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SCENA SECONDA

 

Anselmo e dette.

 

ANS. Buon giorno, figliuole care, buon giorno.

COST. Buon giorno a lei signor suocero; ben levato.

ISAB. La mano, signor nonno. (s'alza e gli bacia la mano)

ANS. Il ciel vi benedica, la mia gioia. (ad Isabella)

LIS. Anch'io, signor padrone. (bacia la mano ad Anselmo)

ANS. Sì, anche voi, cara.

COST. Ha riposato bene?

ANS. Benissimo, grazie al cielo, benissimo. Fabrizio è fuori di casa?

COST. Sì signore, è sortito presto stamane.

ANS. Ma perché andar fuori senza dirmi niente? È pur solito ogni mattina, prima d'escire, di venire a salutar suo padre.

COST. Ha dovuto andar di buon'ora da un avvocato, per una certa differenza che ha con un altro mercante.

ANS. Poteva ben venire a dirmi qualche cosa.

COST. Ha pensato che vossignoria dormisse, e non ha voluto destarlo.

ANS. Non importa; ancor ch'io dorma, ho piacere che mi desti e mi dia il buon giorno, prima di escir di casa. Lascio per questo la porta aperta, e il mio figliuolo, finché vivo, ho piacer di vederlo. È andato dunque per una lite?

COST. Certo, signore, stamattina è stato avvisato che quel mercante, che ieri gli ha promesso quella partita di cere, ha trovato di migliorar il negozio con altri, e vuol mancar di parola.

ANS. E per questo vuol far lite Fabrizio? No, per amor del cielo; s'aggiusti, se può, con reputazione, ma non faccia lite. E Cecchino dov'è? È andato ancora alla scuola?

COST. Non signore, è di che fa la lezione.

ANS. Voleva dire, che fosse andato senza baciarmi la mano! Quando ha finito la sua lezione, ho una cosa da dargli.

ISAB. E a me, signor nonno?

ANS. Anche a voi, se la meritate.

ISAB. La merito io, signora madre?

COST. Non so...

LIS. Eh, la merita sì, la merita. Quattro matasse ha dipanato stamane.

ANS. Quattro matasse? Brava.

ISAB. E faremo la tela, e faremo delle camiscie al signor nonno.

ANS. Oh tenete, che vi voglio dare una cosa buona.

ISAB. Davvero?

ANS. Ecco un pezzo di torta con il candito. (tira fuori della torta)

ISAB. Oh buona!

LIS. E a me?

ANS. Te la meriti? (a Lisetta)

ISAB. Signor sì. Ha empito un fuso a quest'ora.

ANS. Ce ne sarà anche per te dunque della torta.

 

 

 


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