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Carlo Goldoni
Il cavaliere giocondo

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  • ATTO QUINTO
    • SCENA SECONDA
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SCENA SECONDA

 

Don Pedro ed il conte di Bignè.

 

PED.

Eccoli, li vedete?

CON.

Adesso li ho veduti.

PED.

Per star da solo a sola, per via si son perduti.

CON.

Eh! lasciamoli fare. Alfin son due persone

Libere tutte due; non danno osservazione.

Peggio è di mia cognata, che non so dove sia.

PED.

Coi padroni di casa la vidi in compagnia.

CON.

Corre qua e , che pare abbia il demonio addosso,

lo sono un poco greve, correr con lei non posso.

Affé, non vedo l'ora che il viaggio sia finito:

Quando torniamo a casa, ci pensi suo marito.

PED.

Come faceste mai a prender tal intrico?

A custodir le donne non vi vuol poco, amico.

Basta, per altro anch'io ero male impacciato,

Avevo un brutto impegno: il ciel m'ha liberato.

A moderar l'affetto di madre capricciosa,

Credo le abbia giovato il desio d'esser sposa.

 

 

 




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