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LOR.
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Finalmente è
partito.
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MAD.
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E
lungamente
Non potete
già dir che ci sia stato.
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LOR.
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Vorrei che
prima se ne fosse andato.
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MAD.
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Volea darmi
un anello.
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LOR.
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Eh, l'ho
veduto.
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MAD.
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E per vostra
cagion non l'ho voluto.
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LOR.
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Per me?
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MAD.
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Certo, per
voi; perché non dite,
E non
facciate poi meco una lite.
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LOR.
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Però ve l'ha
provato.
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MAD.
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Eh, che c'è
male?
Ha detto ed
ha voluto far la prova
Che un ditin
come il mio non si ritrova.
(Viene il
Paggio colla cioccolata)
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LOR.
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Per me la
cioccolata? (a Madama)
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MAD.
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Oh non
signore.
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LOR.
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S'altri non
c'è, possiamo
Beverla in
compagnia.
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MAD.
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Eh, si può
risparmiar. Portate via. (al Paggio che va via)
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LOR.
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Poco o nulla
m'importa
Di ber la
cioccolata,
Ma veggio
che con me siete un'ingrata.
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MAD.
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No, che vi
voglio bene.
Ma se lo
stato vostro
Fa sì che a
me non ne possiate dare,
Aiutatemi
almen a risparmiare.
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LOR.
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Sempre per
me non anderà così.
Verrà, verrà
quel dì
Che ricca
forse potrò farvi ancora.
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MAD.
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Io v'amo
adesso, e vi amerò più allora;
E sarà tutta
vostra,
Se il ciel
così destina,
La grazia di
madama Cantarina.
Questo volto, questa mano,
Che ciascun
sospira invano,
Sol
per voi si serberà.
Ma
facciamo patti chiari:
Come
stiamo di denari?
Siete
senza? Via di qua.
Ne averò...
Far potrò...
Spenderò...
Donerò...
Il presente mi consola;
Il
futuro, signor no.
Se
ne avrete, mio sarete;
Ma
fra tanto che si fa?
Con
pazienza, con prudenza,
Tollerar
vi converrà. (parte)
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LOR.
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Povero
galantuomo,
Che mi tocca
soffrir? Soffrir conviene
Per la
ragione che le voglio bene;
E poi, per
dir il vero,
Lontano da
mio padre,
S'ella non
mi aiutasse,
Non so de'
fatti miei come l'andasse.
Chi è costui
che ora viene?
In questa
casa sempre gente nuova;
Ed aperta la
porta ognun ritrova.
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