Carlo Goldoni
Buovo d'Antona

ATTO PRIMO

SCENA QUATTORDICESIMA Menichina, Buovo, e detti, e poi Capoccio

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SCENA QUATTORDICESIMA

Menichina, Buovo, e detti, e poi Capoccio

 

MEN.

Cecchina, aiuto.

 

CECC.

Cos'è stato?

 

MEN.

Mio padre

Se n'è accorto che avevo

Nascosto il pellegrino

Fra il granaio e il molino.

Siamo stati avvertiti,

E intanto ch'ei venia, siamo fuggiti.

 

BUO.

Caro amico, vi prego,

Solo non mi lasciate.

 

STR.

Sarò sempre con voi, non dubitate.

 

CECC.

Eh, questo qui, signore,

Ha da restar con me. (a Buovo)

 

MEN.

Cecchina almeno

Ha l'amante con essa in compagnia;

Ed io deggio star sola in vita mia?

 

CECC.

Povera Menichina,

Certo mi fai pietà. Ma voi, signore,

Se siete un uom d'onore,

A lei che vi ha salvato

Non avete ragion d'essere ingrato.

 

BUO.

E ingrato non sarò:

Se infida troverò

Drusiana bella ai giuramenti miei,

La mia fede, il mio cor, sarà per lei. (a Cecchina, parlando di Menichina)

 

MEN.

Sarà ver quel che dite? (a Buovo)

 

BUO.

Ah sì, non dubitate.

 

MEN.

Non basta.

 

BUO.

Che ho da far?

 

MEN.

Vuò che giuriate.

 

 

BUO.

Giuro per quel bel viso,

Giuro pel fido amor,

Se ho in libertade il cuor,

Mia voi sarete un .

 

MEN.

Giuro, prometto anch'io,

Giuro alla dea del mar,

Sempre volervi amar

Fino all'estremo .

 

BUO.

Voi non giurate? (a Striglia)

 

STR.

Che ho da giurar?

 

CECC.

Sì, se mi amate,

Vuò che giuriate.

 

STR.

La mia diletta

Vuò contentar.

Giuro per quei begli occhi,

Giuro al fanciul Cupido,

Sempre costante e fido

Voglio serbarvi il cor.

 

CECC.

Giuro su quella mano,

Giuro sull'amor mio,

Voglio serbare anch'io

Vivo l'interno ardor.

 

a quattro

Sian testimoni

Venere e Amore,

Sia il nostro cuore

Fedele ognor.

 

CECC.

Ah, chi viene?

 

MEN.

È il padre mio.

 

STR.

Che sarà?

 

BUO.

Che far degg'io?

 

CECC.

In quell'armadio

Presto celatevi. (a Striglia)

 

MEN.

Sotto la tavola,

Via, rimpiattatevi. (a Buovo)

 

BUO.

} a due

Ma se ci trova?

Cosa sarà?

STR.

MEN.

} a due

Ma fate presto,

Per carità. (si nascondono, e le due pigliano il lavoro)

CECC.

MEN.

} a due

Una figlia da marito

Deve sempre lavorar,

Per trovare un buon partito

Che la giunga a consolar.

CECC.

CAP.

(Con lo schioppo in spalla)

Belle figlie da marito,

Io vi vengo ad avvertir

Che me l'ho legata al dito,

Che farovvi un pentir.

 

MEN.

Con chi l'avete? (alzandosi)

 

CAP.

Dov'è l'amico? (a Menichina)

 

CECC.

Voi pazzo siete. (a Capoccio)

 

CAP.

So quel che dico. (a Cecchina)

 

MEN.

} a due

Ve ne potete

Di qua partir.

CECC.

CAP.

Belle fraschette,

S'ha da finir.

(So che vi sono

Questi bricconi.

Con una scala,

Per i balconi,

Se sia possibile

Li vuò scoprir). (da sé, e parte)

 

STR.

Se n'è andato? (aprendo un poco l'armadio)

 

CECC.

Andato egli è.

 

BUO.

È partito?

 

MEN.

Così è.

 

BUO.

} a due

Possiam venire?

STR.

CECC.

No, non mi pare. (Buovo e Striglia tornano a celarsi)

Voglio serrare

Col catenaccio. (va a chiuder la porta)

 

MEN.

Codesto impaccio

Si finirà.

 

MEN.

} a due

Staremo insieme

Con libertà. (escono da' loro nascondigli)

CECC.

CECC.

Caro il mio bene,

 

STR.

Vita mia bella,

 

a due

La nostra stella

Si cangerà.

 

CAP.

Bravi, signori,

(Capoccio comparisce ad una finestra che corrisponde in cucina, e si fa sentire)

Per verità.

 

MEN.

} a due

Presto, celatevi.

Via, rimpiattatevi.

CECC.

CAP.

Ah, vi ho veduto.

(Li due, non vedendo da dove viene la voce, si vogliono nascondere ne' soliti luoghi

Vano è il celarvi,

Voglio ammazzarvi.

 

a quattro

No, per pietà.

Ah, che mi sento

Tanto spavento!

 

a cinque

Fuggasi presto

Fuori di qua. (partono)

 


 

 

 


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