Carlo Goldoni
Il burbero benefico

ATTO SECONDO

Scena Terza. Dalancour e Dorval

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Scena Terza. Dalancour e Dorval

 

Dorval: (In verità, tutto ciò che m'avvenne, mi pare un sogno. Io maritarmi, io che non ci aveva mai pensato!)

Dalancour: (con gran gioia) Ahi mio caro amico, io non so come dichiararvi la mia gratitudine.

Dorval: Sopra di che?

Dalancour: Non ho io udito ciò che disse mio zio? Mi ama, mi compiange. Egli va adesso a casa del suo notaro; vi ha data la sua parola d'onore. Vedo benissimo quanto avete fatto per me. Io sono l'uomo più felice del mondo.

Dorval: Non vi lusingate tanto, mio caro amico. Fra le dolci cose, che v'immaginate, non ve n'ha pur una di vera.

Dalancour: Ma come?

Dorval: Io spero bene col tempo di potervi essere utile presso di lui, ed avrò quindi innanzi parimente un titolo d'avvantaggio per interessarmi a vostro favore, ma fino ad ora...

Dalancour: (con ardore) Sopra di che vi died'egli dunque la sua parola d'onore?

Dorval: Vel dico subito.... Egli mi fece l'onore di propormi vostra sorella in isposa.

Dalancour: (con gioia) Mia sorella! L'accettate voi?

Dorval: Sì, se ne siete contento!

Dalancour: Voi mi colmate di giubbilo; mi sorprendete. Per la dote vi è noto attualmente il mio stato.

Dorval: Sopra di ciò, ne parleremo.

Dalancour: Mio caro fratello, lasciate ch'io vi abbracci con tutto il cuore.

Dorval: Mi lusingo che vostro zio in questa occasione...

Dalancour: Ecco un legame, a cui dovrò la mia felicità. Io ne aveva il più grande bisogno. Sono stato a casa del mio procuratore, e non l'ho trovato.

 


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