Carlo Goldoni
Il cavaliere giocondo

ATTO PRIMO

SCENA DECIMA

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SCENA DECIMA

 

Donna Marianna e Nardo.

 

MAR.

Il Cavalier dov'è?

NAR.

Egli è fuor di se stesso:

Degli altri forestieri sono arrivati adesso;

Tutto allegro e contento ad incontrarli è andato,

Mezzo spogliato ancora, e mezzo pettinato.

MAR.

I forestier chi sono?

NAR.

Veduto ho una signora

Con due che l'accompagnano, né so chi sieno ancora.

MAR.

Andrò nelle mie stanze frattanto a ritirarmi.

Colà dite al Marchese che venga ad onorarmi;

E dite al mio figliuolo che venga tosto anch'esso.

NAR.

Glielo dirò, ma temo non verrà per adesso.

MAR.

Perché?

NAR.

Perché, signora... dirvelo non dovrei.

MAR.

Ditemi, che fa egli?

NAR.

Spiacervi non vorrei.

MAR.

Voi mi svegliate in seno fierissimi timori.

NAR.

L'ho veduto giocare coi vostri servitori.

MAR.

Indegni! con mio figlio ardiscono giocare?

Mi sentiran ben essi. Lo farò rispettare.

Egli non sa, è ragazzo. Color che amano il vizio,

Vogliono l'innocente tirar nel precipizio.

L'esempio dei cattivi, pessimi rende i frutti.

Sono malvagi i servi. Li caccerò via tutti. (parte.)

NAR.

Brava, coi servitori si sdegna fieramente,

E il caro figliuolino vuol credere innocente.

Così l'amor di madre tradisce i figli suoi.

Rinaldino è un ragazzo che ne sa più di noi. (parte.)

 

 

 


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