Carlo Goldoni
Il cavaliere giocondo

ATTO PRIMO

SCENA UNDICESIMA

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SCENA UNDICESIMA

 

Madama di Bignè, il conte di Bignè, don Alessandro, tutti da viaggio. Il cavalier Giocondo mezzo spogliato, coll'accappatoio sulle spalle, non interamente acconciato in capo.

 

CAV.

Perdonate, Madama, signori, perdonate,

Se coll'accappatoio al collo mi trovate.

Sentito ho forestieri, e la curiosità

Senza badare ad altro m'ha fatto venir qua.

Casa mia è casa vostra. Vi prego di servirvi.

Vado a farmi vestire, poi sarò a riverirvi.

MAD.

In verità vi giuro, caro il mio Cavaliere,

Credeva che voi foste di casa il parrucchiere.

Andatevi a vestire con tutta libertà.

CAV.

Madama son tenuto alla vostra bontà!

Vo' leggere la lettera che mi portaste voi...

MAD.

Andatevi a vestire, la leggerete poi.

CAV.

Questi signor chi sono? Non vorrei preterire...

MAD.

Ma lo saprete poi. Andatevi a vestire.

CAV.

Dice bene Madama, è troppa confidenza:

Madama, cavalieri, vi domando licenza. (parte.)

 

 

 


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