Carlo Goldoni
Il cavaliere giocondo

ATTO TERZO

SCENA NONA

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SCENA NONA

 

Rinaldino e detti.

 

GIAN.

Ohimè, che cosa vedo? Ohimè, signora mia!

Che cosa mi predice la sua fisonomia!

Questi sarà col tempo un pessimo ragazzo,

Se non gli rimediate.

RIN.

Chi è questa bestia? Un pazzo?

MAR.

È un astrologo, figlio, lasciatelo parlare.

GIAN.

Egli ha una bella mente, capace d'imparare;

Ma vedo, che perdendo il tempo malamente,

Sarà un ignorantello.

RIN.

Asino, non sai niente.

MAR.

Compatitelo. (a Gianfranco.)

GIAN.

Io vedo, se voi non lo chiudete

Per tempo in un collegio, che voi lo perderete.

È un ragazzo insolente.

RIN.

Prendi questa guanciata.

Affé, se fosse astrologo, l'avrebbe indovinata.

MARC.

Vedete? (a donna Marianna.)

MAR.

Ragazzaccio! (a Rinaldino.)

GIAN.

Soffro, perché mi manda

Quell'astro a favellarvi, che agli uomini comanda.

Per altro, basta, basta. Un'altra cosa in petto

Sento per voi, e dirvela io deggio a mio dispetto. (a donna Marianna.)

Se avete a maritarvi, quest'è il consiglio mio,

Un M, un F, un S. Più non vi parlo. Addio. (parte.)

RIN.

Se torna in queste stanze quell'astrologo indegno,

Lo voglio astrologare con un pezzo di legno. (parte.)

MARC.

E ben, donna Marianna?

MAR.

Sono affatto stordita.

MARC.

Un uomo a lui simile non conobbi in mia vita.

MAR.

È un gran fare, è un gran dire, è un gran saper davvero:

M'ha detto cento cose, e quel che ha detto, è vero.

MARC.

Ma Rinaldino poi l'ha ben ricompensato.

Voglia il ciel non sia vero quel che ha profetizzato.

MAR.

Non crederei, ma certo m'ha posto in gran timore.

MARC.

Fate, donna Marianna, quel che vi dice il cuore;

Ma pensateci bene.

MAR.

E quel che nel partire

Di tre lettere disse, chi mai lo può capire?

MARC.

Un M, un F, un S, me lo ricordo, e poi?

MAR.

Aspettate, Marchese, che nome avete voi?

MARC.

Ferdinando.

MAR.

Di Sana. Marchese Ferdinando

Di Sana, le tre lettere si van verificando.

MARC.

La fallerà senz'altro, signora, l'indovino,

Fino che avrete accanto sì bravo figliuolino.

MAR.

L'astrologo m'ha messo in troppa confusione,

Converrà poi ch'io faccia qualche risoluzione.

MARC.

Pensateci. Per altro la predizione è oscura.

A buon vedervi. (Oprare lasciar vo' la natura). (da sé, e parte.)

MAR.

Il Marchese mi lascia, chi può saper perché?

Pare che innamorato anch'egli sia di me.

L'astrologo l'ha detto. L'astrologo predice,

Che per il mio figliuolo poss'essere infelice.

Ah, converrà che alfine s'eviti un gran periglio.

Supererò la pena. Mi staccherò dal figlio. (parte.)

 

 

 


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