Carlo Goldoni
Il cavaliere giocondo

ATTO QUARTO

SCENA OTTAVA

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SCENA OTTAVA

 

Donna Marianna, don Pedro e detti.

 

MAR.

Senza del mio figliuolo non so dove mi sia. (a don Pedro.)

PED.

Meglio assai divertirvi potrete in compagnia.

Anche il digiuno istesso fa crescere la pena;

Ancora non si vede né il pranzo, né la cena.

MAR.

Amico, ho profittato dei vostri avvertimenti. (a Gianfranco.)

LIS.

(Vi conosce?) (piano a Gianfranco.)

GIAN.

(Tacete). (a Lisaura) Il ciel fa tai portenti. (a donna Marianna.)

ALES.

Signora, il conoscete cotesto galantuomo? (a donna Marianna.)

MAR.

Sì, lo conosco appieno; v'attesto, egli è un grand'uomo.

GIAN.

È bontà della dama, che a me fa tal favore.

LIS.

Non ve l'ho detto anch'io, ch'egli è un uomo d'onore? (a don Alessandro.)

ALES.

Lo crederò.

MAR.

Credetelo. Certamente io lo stimo.

LIS.

Mi amò senza malizia.

ALES.

Egli sarebbe il primo.

 

 

 


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