Carlo Goldoni
Il cavaliere giocondo

ATTO QUINTO

SCENA QUINTA

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SCENA QUINTA

 

Fabio con uomini armati, e detti.

 

FAB.

Alto, alto, fermate. (Prendono Lisaura e la levan da don Alessandro. Donna Marianna e il Marchese partono.)

LIS.

Ahimè!

ALES.

Simile affronto si fa ad un cavaliere? (mette mano alla spada.)

FAB.

Signor don Alessandro, vi consiglio tacere;

Scoperta è di Lisaura ogni caricatura.

Voi non fate, per dirla, bellissima figura.

Da voi, dai pellegrini, offeso è il mio padrone:

Anche Madama è offesa, e vuol soddisfazione.

LIS.

Dove mi conducete?

FAB.

Non temete di male:

Ma se si fa rumore, faremo un criminale.

Zitto, che se a saperlo arriva la Giustizia,

Voi pagherete il fio della vostra malizia.

ALES.

Non soffrirò un insulto.

LIS.

Deh, se ben mi volete,

Caro don Alessandro, vi scongiuro, tacete.

Rimordere pur troppo mi sento la coscienza.

Andiamo, in casi tali è meglio usar prudenza. (parte con Fabio.)

ALES.

Tacciasi da noi dunque, s'anche Lisaura il brama.

Vada la pellegrina, tornerò da Madama,

Le chiederò perdono. Soffrirò ogn'insolenza.

Piacemi servir donne. Non ne posso star senza.

 

 

 


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