Carlo Goldoni
Il cavaliere giocondo

ATTO QUINTO

SCENA UNDICESIMA

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SCENA UNDICESIMA

 

Don Alessandro e detti; poi Fabio.

 

ALES.

Ah Madama, vi supplico placare il vostro sdegno.

Partir con voi desidero, se dell'onor son degno.

MAD.

Ehi, chi è di ?

FAB.

Madama.

MAD.

Partì la pellegrina?

FAB.

Tutta contenta e lieta partì la poverina;

Si prese i cento scudi, e con il suo consorte

Montata in un calesse, sarà fuor delle porte.

MAD.

Presto, don Alessandro, correte dietro a lei.

FAB.

Mai più, disse giurando, non voler cicisbei:

Ora ch'è maritata, vuol far vita migliore.

ALES.

Madama, di servirvi donatemi l'onore.

MAD.

Guardate se i bauli hanno legati ancora. (a Fabio.)

FAB.

Aspettate un momento. Torna il padrone or ora. (parte.)

ALES.

Della mia servitute così voi mi pagate?

MAD.

A trattar colle donne ad imparare andate.

Chi di servir s'impegna, dee farlo ad ogni costo:

Dee meritar, soffrendo, di mantenersi il posto;

Prendere in buona parte rimproveri ed asprezze,

Pagare a caro prezzo i scherzi e le finezze;

Sfuggir ogni occasione di darle un dispiacere,

E quei che le dispiace, saperlo prevedere.

Lasciar ogni amicizia, star seco in compagnia,

Cambiar, quand'ella cambia, il pianto o l'allegria.

Non deve dir ch'è buono quello che piace a lui,

Ma regolar si deve con il piacere altrui.

Come la bella impone, no deve dire, e sì.

Deve vegliar le notti, e sospirare il .

Soffrire anche talvolta qualche rivale al fianco,

Venir per gelosia rosso nel viso, e bianco;

Ma non ardir giammai di dir quel che ha veduto,

Di risarcir sperando il poco che ha perduto.

Cedere talor deve la mano al forestiere;

Mai parlar di vendetta, mai pretensioni avere.

Parlar quand'ella parla, tacer quand'ella tace;

Saper quando il parlare, quando il tacer le piace.

Soffrir qualche insolenza, soffrir qualche strapazzo,

A costo anche talvolta d'esser creduto un pazzo.

Chi non sa far, s'astenga; chi lo vuol far, lo faccia:

Voi non sapete farlo, e ve lo dico in faccia.

Io sono intollerante; voi siete un agghiacciato;

Con pena e con dispetto finor v'ho tollerato.

Mi faceste un insulto, vo' vendicarmi anch'io;

Mi lasciaste per poco, ed io per sempre. Addio. (parte.)

ALES.

Servitor umilissimo.

MARC.

Finor voi la ,

E così corrisponde?

MAR.

Così vi lascia?

ALES.

Udiste?

 

 

 


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