Carlo Goldoni
La calamita de' cuori

ATTO PRIMO

SCENA QUINTA   Pignone e detta

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SCENA QUINTA

 

Pignone e detta.

 

PIGN.

(Ecco la mia diletta). (da sé)

BELL.

(Ecco l'avaro). (da sé)

PIGN.

(Amo, adoro costei quanto il denaro). (da sé)

BELL.

Serva, signor Pignone.

PIGN.

Son vostro servitore.

BELL.

E mio padrone.

PIGN.

Che fate qui soletta?

BELL.

Un certo conto

Facea col mio cervello,

Per veder quanto danno

Fan le spese minute in capo all'anno.

PIGN.

Oh figlia, la rovina

Del povero paese

Son le superflue spese.

Il tabacco, il caffè, la cioccolata,

E altre picciole spese quotidiane

Di chi non ha giudizio,

Forman a poco a poco il precipizio.

BELL.

Io sempre in vita mia

Studiai la economia.

PIGN.

Brava, bravissima!

BELL.

E son dello scialacquo inimicissima.

PIGN.

(Oh che bella occasione

È questa per Pignone!) (da sé)

BELL.

Ehi, sentite:

Con un capitaletto

Di cinquanta ducati,

Sedici in mesi tre n'ho guadagnati.

PIGN.

Sedici in mesi tre, sopra cinquanta?

Se fosser stati cento,

Sarebber trentadue;

Quattro via trentadue fa cento e otto.

Più del cento per cento? Oh che bel vanto!

Io non son giunto a guadagnar mai tanto.

BELL.

Credetemi che ho testa...

PIGN.

In confidenza,

Prendereste marito?

BELL.

E perché no?

PIGN.

E come lo vorreste?

BELL.

Io non lo so.

 

PIGN.

Figlia, badate a me:

Non vi seduca amor.

Dell'oro lo splendor

Val più della beltà.

E un uom di mezza età,

Che sia così e così...

Voi m'intendete sì,

Voi mi ferite il cor. (parte)

 

 

 


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