Carlo Goldoni
La calamita de' cuori

ATTO SECONDO

SCENA QUARTA   Giacinto, poi Saracca

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SCENA QUARTA

 

Giacinto, poi Saracca

 

GIAC.

Dunque Armidoro... dunque...

E con suoni e con canti...

Stassera... sì signore,

Egli si farà onore. E tu, Giacinto,

Tu ti darai per vinto? Signor no,

Qualche cosa di bello anch'io farò.

 

SAR.

Chi ha coraggio, si vedrà.

Chi ha valor, si proverà.

Cento scudi ed un cavallo:

Questo è il premio che si .

 

GIAC.

Di qual premio parlate?

SAR.

Se d'onor vi curate,

Per dimani v'invito ad una giostra

Dove del vostro cor farete mostra.

GIAC.

Come? dove? per chi?

SAR.

Per Bellarosa,

Che vuol d'amore un segno

Per provare chi sia di lei più degno.

GIAC.

Allo stesso cimento

Anch'io son provocato.

SAR.

Verrete allo steccato?

GIAC.

Vi verrò senza fallo.

Ma questa sera anch'io v'invito al ballo.

SAR.

Questa sera Armidoro

Fa certa serenata.

GIAC.

E questa terminata,

Verrete in casa mia,

A vedermi ballar con leggiadria.

SAR.

Amico, in confidenza,

Fate quel che vi pare;

Ma temo vi facciate corbellare.

GIAC.

Come! A me questo torto?

Mi avete mai veduto? Non sapete

Quanto son gaio e destro?

Che del canto e del ballo io son maestro?

 

Se si tratta di cantar,

Non la cedo a un canarin.

Se parlate di ballar,

Salto come un agnellin.

Son grazioso,

Son vezzoso,

Son brillante,

Son galante.

So cantar do, re, mi, fa;

So ballar lara la la. (parte)

 

 

 


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