Carlo Goldoni
La calamita de' cuori

ATTO SECONDO

SCENA DODICESIMA   Sala illuminata e magnificamente adornata per Festa di ballo.   Giacinto, Pignone, Saracca, Bellarosa, Belinda

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SCENA DODICESIMA

 

Sala illuminata e magnificamente adornata per Festa di ballo.

 

Giacinto, Pignone, Saracca, Bellarosa, Belinda.

Uomini e Donne a sedere per il ballo. Aprendosi la Scena, vedonsi due che ballano, vicini a terminare il loro minuetto. Il Ballerino rimette la Ballerina a suo loco, e prende Bellarosa, che accetta e s'alza dalla sedia.

 

BELL.

In verità son stanca...

Ma per non disgustarla,

Accetto le sue grazie.

 

BEL.

(Sempre in ballo colei?

Nessuna sa ballare altro che lei?

Or or mi fo sentire). (da sé, sdegnata)

 

BELL.

Se non fo ben, la prego compatire.

(Si suona il minuetto, e lo ballano; e terminato ch'egli è,

il Ballerino rimette Bellarosa al suo posto)

 

BELL.

Perdonino, signori,

Se non rendo per ora il minuetto;

Ho assai ballato, e riposarmi aspetto.

 

GIAC.

Prima di riposarvi,

Spero che a me la grazia

Farete di ballar. (s'alza dal suo posto, e va da Bellarosa)

 

BELL.

Negar nol posso

Al padrone di casa. (s'alza per ballare)

 

BEL.

Oh cospettaccio! (s'alza infuriata)

Che impertinenza è questa?

Dunque solo per lei si fa la festa?

 

GIAC.

Ballerete anche voi.

 

BEL.

Sono due ore

Che per star a seder ho fatto il callo,

E sempre vedo la graziosa in ballo.

 

BELL.

Piano, piano coi titoli.

 

PIGN.

Ehi, abbiate giudizio. (a Belinda)

 

SAR.

Or ora nasce qualche precipizio.

 

BEL.

Così non si dispone

Una pulita danza.

Non avete creanza. (a Giacinto)

 

GIAC.

Perdonate... (a Belinda)

 

BELL.

Se volete ballare, e voi ballate. (a Belinda)

 

GIAC.

Signora... (a Bellarosa)

 

BEL.

Che credete,

D'essere sola voi?

Ne sappiam quanto basta ancora noi.

 

BELL.

Me ne rallegro.

 

GIAC.

Oh via,

Accomodiam la cosa.

 

SAR.

Siete troppo stizzosa. (a Belinda)

 

PIGN.

Siete troppo caldetta. (a Belinda)

 

BEL.

Ho un veleno, ho una rabbia maledetta.

 

GIAC.

Lasciate che facciamo

Il nostro minuetto,

E dopo vi prometto... (a Belinda)

 

BEL.

Signor no;

Quando non ballo adesso, me ne vo.

 

BELL.

Anderò io; restate. (a Belinda)

 

GIAC.

No, madama; fermate.

Maledetto!... Direi... basta... non voglio

Che succeda... che accada... un qualche imbroglio.

 

BEL.

Di voi mi meraviglio, (a Giacinto)

Che fate un simil torto a una par mia,

Per una tal che non si sa chi sia.

 

BELL.

Sarebbe minor male

Che non di voi noto il natale.

 

GIAC.

Oimè... qui in casa mia...

 

BEL.

Chi pensate ch'io sia? (a Bellarosa)

 

PIGN.

La cosa mal s'impegna.

 

BELL.

Una che starmi a fronte non è degna.

 

BEL.

Sarete qualche dama.

 

BELL.

Se lei saperlo brama,

Son nobile, lo dico e lo sostegno,

Ed i titoli miei mostrar m'impegno.

 

 

BEL.

Signora marchesa,

Signora contessa,

Che gran principessa!

Che gran nobiltà!

 

GIAC.

} a tre

Tacete, o partite,

Che meglio sarà. (a Belinda)

PIGN.

SAR.

BELL.

Signora fraschetta,

Ch'io dica permetta,

Che mostra coi fatti

La propria viltà.

 

GIAC.

} a tre

Tacete, ed usate

La vostra bontà.

PIGN.

SAR.

BEL.

A me tal strapazzo?

 

BELL.

Per me tal schiamazzo?

 

BEL.

} a due

Cospetto! la bile

Frenare non so.

BELL.

PIGN.

} a tre

Soffrite, tacete. (a tutte due)

GIAC.

SAR.

BEL.

} a due

Oh, questo poi no.

BELL.

BEL.

Saprò vendicarmi.

 

BELL.

Saprò soddisfarmi.

 

a due

So quel che farò.

 

GIAC.

Signore, in casa mia

Tacete in cortesia.

 

BEL.

} a due

Tacere non si può.

BELL.

PIGN.

Temete la giustizia,

Se fate un criminale.

 

BEL.

} a due

Non vuò pensare a ciò.

BELL.

SAR.

Chetatevi, giudizio;

O faccio un precipizio.

 

BEL.

} a due

Timor di voi non ho.

BELL.

GIAC.

} a tre

Battetevi, ammazzatevi;

Io non l'impedirò.

SAR.

PIGN.

BEL.

Indegna!

 

PIGN.

Via, brava!

 

BELL.

Fraschetta!

 

SAR.

Vi godo.

 

BEL.

} a due

Son tutta furor.

BELL.

GIAC.

Voi siete nell'ira

Bellissime ancor.

 

a cinque

Di sdegno - l'impegno

Accieca ed accende.

Oimè, come rende

Terribile il cor! (partono)

 


 

 

 


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