Carlo Goldoni
La cameriera brillante

ATTO PRIMO

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ATTO PRIMO

 

 

SCENA PRIMA

 

Flaminia e Clarice.

 

CLAR. Questa è una vita da diventar etiche in poco tempo.

FLA. Io per me ci sto volentierissima in villa.

CLAR. Ed io non mi ci posso vedere.

FLA. In quanto a voi, state mal volentieri per tutto. A Venezia non vedevate l'ora di venir in campagna; ora che ci siete, vorreste andarvene dopo tre giorni.

CLAR. Ci starei volentieri, se ci fosse un poco di conversazione.

FLA. E pure, anche per questa parte, non vi potete dolere, cara sorella.

CLAR. Che? Forse per esservi poco lontano il casino del signor Florindo?

FLA. Non è poca fortuna aver l'amante vicino.

CLAR. Oh! da uno a niente vi faccio poca differenza.

FLA. Io poi sono più discreta di voi. Così vi fosse il signor Ottavio, che mi chiamerei contentissima.

CLAR. Oh sì, se ci fosse, anch'io ne avrei piacere, per ridere un poco.

FLA. Per ridere? Vi fa ridere il signor Ottavio?

CLAR. Non volete che mi faccia ridere un uomo vanaglorioso, che racconta sempre grandezze, che non parla che di se stesso, che crede non ci sia altro di buono a questo mondo che lui?

FLA. Sì, è vero, pecca un pochino nella vanagloria, ma finalmente ha il suo merito. La sua ostentazione è fondata su qualche cosa di vero. Se non è ricco, è nato nobile almeno; non è da mettersi in paragone col vostro signor Florindo.

CLAR. Perché? Se Florindo non è nato nobile, in lui la ricchezza supplisce al difetto della nobiltà.

FLA. È un uomo di cattivissimo gusto; di tutte le cose gli piace il peggio; è un umore stravagantissimo.

CLAR. Gli piace di tutto il peggio, eh?

FLA. Così dicono. Io non parlo perché paia a me solamente.

CLAR. Dunque se ha della parzialità per me, sarà perché di tutto gli piace il peggio.

FLA. Non dico per questo...

CLAR. Sì, sì, c'intendiamo. Lo so che vi credete voi sola di un alto merito. In questo somigliate assaissimo al signor Ottavio.

FLA. Lasciatemi parlare, se volete intendere quel ch'io penso.

CLAR. Che cara signora sorella! ha scelto me per il peggio!

FLA. Ecco qui. Tutto prendete in mala parte.

CLAR. Mi pare un poco d' la vostra.

FLA. Signora sorella, vossignoria si avanza un po' troppo

CLAR. Se è vero. Sempre mi seccate. Anderete via una volta di questa casa.

FLA. Così vi andassi domani!

CLAR. E io questa sera!

FLA. Non mi avete mai potuto vedere.

CLAR. Volete farmi la dottoressa, la maestra, la superiora.

FLA. Sono la maggiore; ma non per questo potete dire...

CLAR. Ah, di grazia, signora maggiore, aspetti, che le bacierò la mano.

FLA. Siete pure sofistica.

CLAR. Siete prosontuosa.

FLA. A me?

CLAR. Sì, a voi.

 

 


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