Carlo Goldoni
La cameriera brillante

ATTO SECONDO

SCENA QUINDICESIMA

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SCENA QUINDICESIMA

 

Sala con tavola apparecchiata.

 

Pantalone, Flaminia, Clarice, Ottavio.

 

PANT. Animo, patroni, a tola.

OTT. Perdoni, tocca alle signore donne.

CLAR. Se non viene il signor Florindo, non vengo a tavola né meno io.

PANT. Ti ghe vol un gran ben a sto sior Florindo.

CLAR. Non dico di volerglibenemale. Ma in questa parte non ho da essere di meno di mia sorella.

FLA. Che pretensione ridicola! Starete male, sorella cara, col signor Florindo. In questo proposito, è un uomo tutto all'incontrario di quello che siete voi.

CLAR. Non me ne importa. Ha da venire a tavola.

PANT. El vegnirà. Intanto sentémose nu. Via, sior Ottavio, come forestier, la prencipia ella.

OTT. Il signor Pantalone mi vuol fare quel trattamento che mi hanno fatto cinque dame la settimana passata. Hanno voluto ch'io sedessi per il primo. Non lo volevo fare assolutamente, ed esse badavano a dire: la vostra nobiltà, il vostro merito, il vostro grado... Basta, io non l'ho fatto per questo, l'ho fatto per obbedire. (siede)

CLAR. Sentite la bella caricatura. (a Flaminia)

FLA. Verrà il vostro gentilissimo signor Florindo a far il maestro di cerimonie. (a Clarice)

PANT. Via, putte, sentève. (siede)

FLA. Eccomi. (vuol sedere presso suo padre)

OTT. No, madamigella, favorite: venite presso di me. (a Flaminia)

PANT. Eh, n'importa. Questo xe el solito posto.

OTT. Bene, verrò io dunque presso di voi. (va a sedere presso a Flaminia)

PANT. Sior Ottavio... no vorria...

OTT. A tutte le grandiose tavole dove io sono stato, mi hanno sempre collocato vicino alla padrona di casa. La marchesa di Coratella, la duchessa di Possidaria, la baronessa della Caligine, la principessa di Zona Torrida, tutte hanno voluto che stessi loro vicino.

PANT. Qua no ghe xe né la principessa del Caligo, né la principessa del Fumo. Se va alla bona.

OTT. Questo è quel che mi piace: alla buona. Son uno che non ha ambizione.

PANT. E vu, siora, ve sentèu? (a Clarice)

CLA. Oh via, ecco il signor Florindo. Giacché egli viene, verrò a tavola ancora io. (siede)

PANT. (Mi no so, se la fazza per amor o per pontiglio. Le donne no le se capisse; ora le xe da vovi, le xe da latte). (da sé)

 

 


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