Carlo Goldoni
La cameriera brillante

ATTO SECONDO

SCENA VENTITREESIMA

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SCENA VENTITREESIMA

 

Un VILLANO ne' suoi abiti, e detti.

 

VILL. Son qua. Vorla che la serva?

ARG. Via de qua, sior martuffo. Mi no me serve altri che mio marìo. Andè a trar dell'acqua; portè delle legne; tendè a quei anemali, che mi no tendo a altri che a mio marìo. (parte)

TRACC. Sior sì, vu tendè alle vostre bestie, che mi tenderò alla mia. (parte, ed anche il Villano)

FLOR. Oh cara! oh benedetta! oh fosse almeno la verità!

PANT. V'ala gusto, patrone?

FLA. Mi pare che abbia parlato bene.

CLAR. E a me pare che abbia parlato malissimo.

OTT. Qual è quella donna che si volesse a una tal legge sagrificare?

FLOR. Peggio sacrificio è penare per far quello che non si può fare.

 

 


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