Carlo Goldoni
Il campiello

ATTO PRIMO

Scena Quinta. Lucietta sull'altana, poi il Cavallier sulla loggia

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Scena Quinta. Lucietta sull'altana, poi il Cavallier sulla loggia

 

LUCIETTA Gnancora no se vede

A vegnir Anzoletto.

Tre ore, sto baron, che l'aspetto.

L'ora la passada,

Che el se sente a passar,

Che el se sente a criar aghi, e cordoni.

Oh sti puti, sti puti, i è pur baroni;

No se se pol fidar.

CAVALIERE (sulla loggia, guardando verso la casa di Gasparina)

LUCIETTA Vàrdelo qua? me vorlo saludar?

CAVALIERE Mi pare, e non mi pare.

LUCIETTA Par, che el me varda mi.

CAVALIERE (si cava il cappello e lo tien a mezz'aria, parendogli che sia e non sia Gasparina)

LUCIETTA Patron caro. (lo saluta)

CAVALIERE (termina di salutarla, e poi con un occhiale l'osserva)

LUCIETTA M'àlo visto cusì?

CAVALIERE Vedo, che non è quella,

Ma tanto e tanto non mi par men bella. (torna coll'occhiale)

LUCIETTA Se el seguita a vardar co sto bel sesto,

Adessadesso mi ghe volto el cesto.

CAVALIERE (la saluta)

LUCIETTA La reverisso in furia:

Maneghi de melon, scorzi d'anguria.

CAVALIERE Non intendo che dica. (la saluta)

LUCIETTA Un'altra volta.

Serva sua.

CAVALIERE Mi perdoni.

 

 


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