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| Carlo Goldoni Il cavaliere e la dama IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena Quarta. Donna Eleonora, poi Colombina
Donna Eleonora - Oh cielo! Quando mai terminerò di penare? Non vedo l'ora di andare al possesso di qualche cosa, per poter sovvenire alle mie miserie e per soccorrere in qualche parte il povero mio marito, che si trova in angustie niente meno di me. Colombina - Orsù, signora padrona, eccomi qui. Datemi uno scudo, ch'io vado subito, subito, a provvedere il desinare. Donna Eleonora - (Oh sì, che vogliamo star bene). (da sé) Colombina - Dove sono i denari? Dove li avete messi? Donna Eleonora - Li ho dati al signor Dottore per la spedizione della causa. Colombina - Tutti? Donna Eleonora - Tutti: mi ha fatto il conto, e senza venti scudi non si può avere la sentenza. Colombina - Che ti venga la rabbia, Dottor del diavolo! Portarli via tutti? Lasciarmi senza desinare? Non me ne scorderò mai più. (è picchiato) Colombina - Fosse almeno quel cane del Dottore; vorrei certo certo, che li mettesse giù. Donna Eleonora - Ma se fa per noi. Colombina - Non gli credo una maledetta. (parte) Donna Eleonora - Costei sempre pensa al male, ed io penso al bene. Ah, voglia il cielo ch'ella non l'indovini più di me. Colombina - Signora, signora. Ecco qui il signor don Rodrigo. Donna Eleonora - (s'alza) Presto, ritira quel tavolino, avanza quella sedia, porta via il telaio; sbrigati e fa che passi. Colombina - (Capperi! si è messa in ardenza, quando ha sentito nominare don Rodrigo). (da sé) Donna Eleonora - Fa presto, non lo fare aspettare. Colombina - Vado subito. Signora, ricordatevi che non vi è da desinare. Donna Eleonora - E per questo, che vuoi tu dire? Colombina - Se don Rodrigo si movesse a pietà, non istate a fare la schizzinosa. (parte) Donna Eleonora - Don Rodrigo è un cavaliere generoso, ma io sono una dama d'onore: gradisco sommamente la sua amicizia, ed ho per lui una stima che non è indifferente; ma sopra tutto mi sta a cuore il mio decoro e la mia estimazione.
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