Carlo Goldoni
Il campiello

ATTO QUARTO

Scena Terza. Fabrizio di casa, e detti

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Scena Terza. Fabrizio di casa, e detti

 

FABRIZIO (esce, e saluta il Cavaliere senza parlare)

CAVALIERE Servitor suo. (salutando Fabrizio)

GASPARINA Zerva, zior Cavalier,

Me lazzelo cuzì? (credendo esser ella salutata)

FABRIZIO La riverisco. (a Gasperina, facendosi vedere)

GASPARINA Oh poveretta mi! (parte)

FABRIZIO Signor, parmi l'ardire un po' soverchio.

CAVALIERE Son venuto per voi.

FABRIZIO Che vuol da' fatti miei?

CAVALIERE Non si tratta così coi pari miei.

FABRIZIO Non vi conosco, ma qualunque siate

Saprete bene, che l'onor consiglia

Di custodir con gelosia una figlia.

CAVALIERE Io non l'insulto, e poi

Non è una gran signora.

FABRIZIO Chi ella si sia, voi non sapete ancora.

CAVALIERE Chi è sono informato,

So, che in misero stato è la famiglia,

E che alla fin di un bottegaio è figlia.

FABRIZIO È ver, che mio fratello,

Per ragion d'un duello,

Da Napoli è fuggito,

E in Venezia arrivato,

Con femmina inegual si è maritato;

Misero, fu costretto a far mestiere;

Povero nacque, è ver, ma cavaliere.

CAVALIERE Siete napoletani?

FABRIZIOsignore.

FABRIZIO Son di Napoli anch'io;

Noto vi sarà forse il nome mio.

FABRIZIO Dar si potrebbe.

CAVALIERE Io sono

Il cavaliere Astolfi.

FABRIZIO Vi domando perdono

Se il mio dovere non ho fatto in prima;

Ebbi pel padre vostro della stima.

CAVALIERE Lo saprete, ch'è morto.

FABRIZIO Il so pur troppo;

E so, deh compatitemi

Se parlovi sincero,

Che voi vi siete rovinato.

CAVALIERE È vero.

Son tre anni, che giro per il mondo,

Ed è la borsa mia ridotta al fondo.

FABRIZIO Che pensate di far?

CAVALIERE Non so; l'entrate

Son per altri due anni ipotecate.

FABRIZIO Compatite, signore,

Questa non è la via.

CAVALIERE Non mi parlate di malinconia.

Per questi quattro giorni

Di carnevale ho del denar, che basta.

FABRIZIO Quando terminerà?

CAVALIERE Non vo' pensar; quel che sarà, sarà.

Voi come vi chiamate?

FABRIZIO Fabrizio dei Ritorti.

CAVALIERE Oh oh aspettate,

Siete voi quel Fabrizio,

Ch'era in paese in povertà ridotto,

E che ricco si è fatto con il lotto?

FABRIZIO Ricco no; ma son quel che ha guadagnato,

Tanto, che basta a migliorar lo stato.

CAVALIERE Avrete del denaro.

FABRIZIO Ho una nipote,

Che abbisogna di dote.

CAVALIERE Quanto le destinate?

FABRIZIO Se troverà marito,

Darò più, darò men giusta al partito.

CAVALIERE Ella lo sa?

FABRIZIO Non ne sa niente ancora.

Conoscerla ho voluto, esaminarla;

Ma presto, se si può, vuo' maritarla.

CAVALIERE (Se avesse buona dote,

Quasi mi esibirei

Per aggiustare gl'interessi miei).

FABRIZIO (Tre, o quattromila scudi,

E anche più, se conviene,

Io sborserei per colocarla bene).

CAVALIERE A chi vorreste darla?

FABRIZIO Le occasioni

Ancor non son venute.

 

 


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