Carlo Goldoni
Il campiello

ATTO QUINTO

Scena Diciannovesima. Gasparina e detti

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Scena Diciannovesima. Gasparina e detti

 

GASPARINA No voleva vegnir con tanta zente.

CAVALIERE Venite allegramente;

Siamo di carnevale,

È lecito di far qualche allegria;

Già domani mattina andiamo via.

LUCIETTA Dove andeu, Gasparina?

GASPARINA Ignorantizzima,

Me poderezzi dar de la luztrizzima.

Vado con mio conzorte,

E col zior barba zio,

Dove più conozziuta zarò io.

LUCIETTA Me ne conzolo.

ORSOLA Tanto dazzeno.

CAVALIERE Animo allegramente,

Andiam tutti in locanda,

Che si passi la notte in festa in brio;

Poi diremo diman: Venezia addio.

GASPARINA Cara la mia Venezia,

Me dezpiazerà certo de lazzarla;

Ma prima de andar via vòi zaludarla.

Bondì Venezia cara

Bondì Venezia mia,

Venezziani zioria.

Bondì, caro Campielo,

No dirò, che ti zii bruto, né belo.

Ze bruto ti ztà, mi me dezpiaze:

No bel quel, ch'è bel, ma quel che piaze.

 

- Fine -


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