Carlo Goldoni
Il conte Caramella

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA   Cortile chiuso con porta in prospetto per dove entrano i vendemmiatori.   Cecco, capo de’ Contadini vendemmiatori, Dorina e Ghitta con cestelli d’uva vendemmiata

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ATTO PRIMO

 

 

 

SCENA PRIMA

 

Cortile chiuso con porta in prospetto per dove entrano i vendemmiatori.

 

Cecco, capo de’ Contadini vendemmiatori, Dorina e Ghitta con cestelli d’uva vendemmiata.

 

CORO

Bel godere il dolce frutto

Delle rustiche fatiche;

Bel veder le piaggie apriche

D’uve sparse rosseggiar.

DOR. e GHI.

Son per noi più saporiti

Di quest’uve i dolci umori,

Poiché sparsi abbiam sudori

Le lor viti a coltivar.

TUTTI

Viva Bacco, amico Nume,

Ch’è piacer di tutto il mondo.

Il terren per lui fecondo

Fa noi tutti giubilar.

(partono i Contadini vendemmiatori)

 

DOR.

Per oggi abbiam finito

Di vendemmiar; domani

Ci alzeremo dal letto un po’ più presto,

E andremo uniti a vendemmiare il resto.

GHI.

Andiamo a ritirarci,

Ché, quando vien la sera,

Incomincio a tremar come una foglia.

DOR.

Di che avete timor?

GHI.

Non lo sapete?

In casa, nel cortile e nel giardino,

Quando il ciel si fa oscuro,

Il diavolo si sente col tamburo.

CEC.

Sì, l’ho sentito anch’io.

Venuto è il diavolino

In questa casa a far il tamburino.

DOR.

(Affé, se l’han bevuta). (da sé)

CEC.

Ho paura che sia

L’anima del padron. Il poverino

Son quattro mesi che morì alla guerra;

E perché ci vuol bene,

Dopo ch’è morto a ritrovar ci viene.

GHI.

Eh, non è già il padrone;

So io cos’è.

CEC.

Dimmelo, Ghitta mia.

GHI.

Senti. Oimè, mi vien freddo.

L’altra sera ho veduto

Un grande, grande, nero, nero, porco:

Cecco mio, Cecco mio, quell’era l’orco.

CEC.

Ed io ho veduto un’oca

Col collo lungo lungo, che arrivava

Del palazzo al secondo appartamento.

Oh Ghitta, che spavento!

Quell’era certamente la Beffana:

Ghitta mia, Ghitta mia, che cosa strana!

DOR.

(Io rido, e me la godo). Ed il tamburo

L’avete voi sentito?

GHI.

Ahi, che mi pare

Averlo nell’orecchie.

CEC.

Quando il sento,

Senza gridar o far alcun schiamazzo,

Caccio la testa sotto il materazzo.

DOR.

Badate ch’ei non venga

A ritrovarvi a letto.

GHI.

Oh diavol maledetto!

Io non vuò dormir sola.

CEC.

men io.

GHI.

Si potria, Cecco mio...

CEC.

Si potria, Ghitta mia...

GHI.

Sollecitare...

CEC.

Il nostro matrimonio.

DOR.

Senti, senti... (s’ il tamburo)

GHI.

Ecco l’orco. (parte)

CEC.

Ecco il demonio. (parte)

 

 

 


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