Carlo Goldoni
Il conte Caramella

ATTO SECONDO

SCENA TERZA   La Contessa, poi Dorina

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SCENA TERZA

 

La Contessa, poi Dorina

 

CONT.

Ah, ch’io d’errar pavento, e non ho core

D’abbandonarmi a nuovi affetti in preda;

Par ch’estinto il consorte ancor non creda.

DOR.

Signora, un pellegrino

Insolente, sfacciato,

Vuole a forza passar.

CONT.

Da dove viene?

DOR.

Nol so, ma è tanto brutto

Che i vermini mi ha mosso,

E mi ha fatto tremar dalla paura,

Perché son delicata di natura.

CONT.

Non lo voglio ascoltare.

DOR.

Eccolo, eccolo.

Oimè, con quella barba ei sembra l’orco;

Badate ben non si trasformi in porco.

CONT.

Chiudi, chiudi la stanza.

DOR.

Se posso, gliela ficco. (vuol chiudere l’uscio)

 

 

 


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