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Carlo Goldoni
Il cavaliere e la dama

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  • ATTO SECONDO
    • SCENA DICIOTTESIMA
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SCENA DICIOTTESIMA

 

Il conte e detti.

 

CON. Servitore umilissimo di lor signore. (sostenuto; le dame lo salutano)

RODEG. Signor Conte, anche voi mi parete malinconico.

CON. Non ho ragione di essere molto allegro.

RODEG. Che vuol dire? Vi è accaduta qualche disgrazia?

CON. Oh no, signora. (guarda bruscamente il Marchese)

EMIL. Signor Conte, se posso servirvi, domani io parto.

CON. Servitore umilissimo.

EMIL. (Oh, vi sono dei contadini da noi, che rispondono con più civiltà). (da sé)

CON. (Qui bisogna dissimulare o partire). (da sé)

MAR. Se non parte il Conte, non partirò nemmen io. (da sé)

 

 

 




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