Carlo Goldoni
La casa nova

ATTO PRIMO

Scena Quinta. Anzoletto e Fabrizio

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Scena Quinta. Anzoletto e Fabrizio

 

Fabrizio: Non sanno niente costoro.

Anzoletto: Credème che i me fa deventar matto. Se spende, se spende, e no se fa gnente.

Fabrizio: Sono passato dalla cucina, e ho veduto che si lavora.

Anzoletto: Sior sì, disno qua ancuo.

Fabrizio: Colla sposa?

Anzoletto: Colla sposa.

Fabrizio: Farete il desinare ai parenti.

Anzoletto: Sior sì, a qualche parente, a qualche amigo.

Fabrizio: Io non sono nel numero dei vostri amici.

Anzoletto: Anzi, se volè favorir, patron.

Fabrizio: Sì. Ho piacere di trovarmi in compagnia della vostra signora. È una giovane che ha un grande spirito.

Anzoletto: Sior sì, qualche volta un pochetto troppo.

Fabrizio: Vi dolete, ch'ella sia spiritosa?

Anzoletto: Lassemo andar sto discorso. Ve ringrazio, che m'abbiè suggerio la cossa della tramontana.

Fabrizio: Caro amico, mi preme tanto la vostra salute; e poi la vostra sposa ci avrebbe anch'essa patito.

Anzoletto: In quanto po a mia muggier, la tanto difficile da contentar, che no so come che l'abbia da esser.

Fabrizio: (guardando verso la scena) Chi è questa signora?

Anzoletto: No la cognossè? Mia sorela.

Fabrizio: Ah sì, la signora Menichina. Capperi, la s'è fatta grande.

Anzoletto: Anca troppo.

Fabrizio: Converrà che pensiate a maritarla.

Anzoletto: Caro vecchio, no me parlè de ste malinconie, che me vegnir mal.

 


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