Carlo Goldoni
La castalda

ATTO TERZO

SCENA QUARTA

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SCENA QUARTA

 

Corallina e detti.

 

COR. Eccomi di ritorno.

OTT. Come va la cucina?

COR. Male.

ARL. Cossa gh’è de novo?

COR. Male.

OTT. Il cuoco non ha fatto?

COR. Ha fatto.

ARL. No xe cotto?

COR. È cotto.

OTT. Dunque non si mette in tavola?

COR. Non si mette in tavola.

ARL. No se magna?

COR. Non si mangia più.

OTT. Più?

COR. Più.

ARL. Mai più?

COR. Mai più.

OTT. Come va questa cosa?

ARL. Com’èlo sto negozio?

COR. Vi dirò. Il cuoco ha fatto un bellissimo desinare.

OTT. Bravo.

ARL. Pulito.

COR. Una zuppa d’erbe con due capponi.

OTT. Buonissima.

ARL. Preziosissima.

COR. Un pezzo di carne pasticciata, squisita.

OTT. (Oh cara!) (da sé)

ARL. (Oh vita mia!) (da sé)

COR. Un arrosto di vitello che consolava.

OTT. Arlecchino!

ARL. Sior padron! (consolandosi fra di loro)

COR. E poi tre o quattro piatti di ultimo gusto.

OTT. Tutto bene.

ARL. No se pol far meggio.

COR. E poi...

OTT. E poi?

ARL. E cussì?

COR. E poi, e così, e così, e così, e poi. Indovinatela.

OTT. Che cos’è?

ARL. E cussì?

COR. Si è attaccato fuoco al camino. Tutte le pentole sottosopra, le vivande disperse, il desinare in fumo.

OTT. Eh!

ARL. Oh!

COR. Onde, signori miei, per oggi non si desina più.

OTT. Ih!

ARL. Uh!

COR. Però vi consiglio a non perdere il tempo invano, e andarvene a casa vostra.

OTT. Da me non si è provveduto niente.

ARL. No ghavemo gnanca legne da impizzar el fogo.

COR. L’osteria non è molto lontana.

OTT. Io all’osteria? Non vi è pericolo che ci vada.

ARL. Non avemo un soldo.

COR. Fate così; andate a passeggiare, che vi passerà la fame.

OTT. Ma il vostro cuoco tornerà a cucinare.

COR. Oggi da noi non si desina più.

ARL. Se cenerà sta sera?

COR. Nemmeno.

OTT. I forestieri come faranno?

COR. Or ora se ne anderanno.

ARL. Senza magnar?

COR. Senza mangiare.

OTT. E voi altri di casa non mangerete niente?

COR. Per oggi beveremo la cioccolata.

OTT. La tornerò a bevere ancora io.

ARL. La beverò anca mi.

COR. Or che ci penso, anche la cioccolata è in fumo.

OTT. Dunque?

. Dunque qui non si mangia, qui non si beve.

ARL. Semo licenziadi.

COR. Licenziati e spediti.

ARL. Senza remedio.

COR. Senza remissione.

OTT. Andiamo. Era venuto qui per la compagnia, non era venuto qui per mangiare. A casa mia non mi manca da desinare. Arlecchino, va subito a scannare due o tre capponi. Schiaccia il capo a sei piccioni, ammazza dodici quaglie del mio serbatoio. Avvisa il cuoco che presto presto tiri la pasta per un pasticcio, e prepari una lauta cena; e voi, Corallina, fate sapere alla compagnia del signor Pantalone, che in casa mia vi sarà da cena per tutti. (parte)

ARL. Siora sì, diseghe a tutti che i vegna dal mio padron, che ghe sarà da cena per tutti, se i ghe ne porterà. (parte)

COR. Gli scrocconi non torneranno più. Conosceranno che non si vogliono. Se ho da esser io la padrona, vorisparmiare, e quello che vorrebbono mangiar gli altri, lo voriserbare per me.

 

 

 


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