Carlo Goldoni
Il cavaliere di spirito

ATTO TERZO

SCENA PRIMA   Donna Florida col foglio in mano.

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ATTO TERZO

 

 

 

SCENA PRIMA

 

Donna Florida col foglio in mano.

 

 

Ah misero don Flavio! nel fiore dell'età,

Difforme, contraffatto, perduto ha la beltà?

Ed io con tale sposo, degno di scherni e risa,

Sarò con mia vergogna dal popolo derisa?

Doleami dello sposo che primo il ciel mi ha dato,

Perché soverchiamente parevami attempato.

Era però nel viso giocondo e maestoso;

Or che dirò di questi orribile, mostruoso?

Ah, nel pensar soltanto di tollerar tal vista,

Il cuor si raccapriccia, l'immagine m'attrista.

Ma che di me direbbe lo sposo sventurato,

Se fosse in tal evento da sposa abbandonato?

Questo sarebbe accrescer afflizione all'afflitto,

E pormi una vergogna, un'onta ed un delitto.

Oh, se venisse il Conte a consigliarmi almeno,

Trarmi saprebbe, io spero, ogni malìa dal seno.

Il messo non ritorna, che a me venir l'invita:

Chi sa che non mi chiami troppo importuna e ardita?

Però vuò lusingarmi ch'ei venga, e al mio periglio

Provvido mi offerisca la norma ed il consiglio.

So ben ch'egli vicino, giovine, vago e umano,

Orribile più molto può rendermi il lontano.

Ma tanto nel discorrere è saggio ed è prudente,

Che condurrammi al meglio, ancor che sia presente.

Temo la taccia nera di sconoscente, ingrata

Temo col sposo informe vedermi accompagnata.

So qual piacer si prova mirando un vago oggetto;

Pavento di don Flavio orribile l'aspetto.

Vorrei colla virtude far forza, e superarmi;

Ma tremo di me stessa, però vuò consigliarmi.

 

 

 


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